giovedì 24 gennaio 2013

Un agente infiltrato che si finge corrotto: sventata l'evasione in elicottero/ Video


 I carabinieri del Ros e della compagnia di Tolmezzo hanno sventato un progetto di evasione in elicottero dal carcere di Tolmezzo ed un traffico di hascisc e di armi destinato al penitenziario. A conclusione dell’operazione "Escape", i militari hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal gip del tribunale di Tolmezzo su richiesta della Procura nei confronti di quattro cittadini italiani, coinvolti nell’inchiesta a vario titolo per tentata evasione, corruzione e traffico di sostanze stupefacenti ed armi: due sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, due da un provvedimento di obbligo di dimora. 


Sono state eseguite anche 12 perquisizioni domiciliari in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il piano di evasione avrebbe dovuto coinvolgere i detenuti Maurizio Alfieri, 50 anni, originario di Cosenza con residenza a Corsico, e Valerio Salvatore Crivello, 33 anni, residente a Preganziol (Treviso). Secondo i carabinieri l’intenzione sarebbe stata quella di noleggiare un elicottero, sequestrare il pilota, costringendolo a sorvolare il cortile della struttura carceraria per poi calare una scaletta, per consentire ai detenuti (uno dei quali, Crivello, con trascorsi militari da ex lagunare) di scappare durante il periodo d’aria giornaliero. Il mezzo sarebbe stato noleggiato con il pretesto di fare degli studi scientifici. 

L’indagine è cominciata dopo il rinvenimento di hascisc in carcere e la scoperta di un agente in servizio nel penitenziario, accusato di comportamenti illeciti, che è già stato trasferito ad altro servizio. Secondo l’accusa, sarebbe stata offerta una somma di denaro anche ad un altro assistente della polizia penitenziaria, in cambio della sua disponibilità a portare dell’hascisc in carcere. Ma questo secondo agente avrebbe denunciato immediatamente il tentativo di corruzione. A quel punto, d’intesa con la magistratura e la Direzione centrale per i servizi antidroga, è stata disposta un’operazione speciale.

L’agente che aveva denunciato il tentativo di corruzione è stato impiegato come interposta persona: ha finto di stare al gioco ed è stato affiancato e sostituito da un carabiniere del Ros operante sotto copertura. Questo ha consentito agli inquirenti di documentare in due occasioni (il 4 ottobre e il 17 dicembre 2012) in un parcheggio nei pressi dello svincolo autostradale Carnia-Tolmezzo la consegna di hascisc e 4 coltelli in cambio di denaro fra il fratello di Maurizio Alfieri, Romolo Alfieri detto "Pino", classe 1950, e l’agente undercover. Secondo gli investigatori i proventi dell’attività di spaccio nel carcere avrebbero dovuto essere utilizzati per corrompere altri agenti e finanziare il progetto di evasione. Il 22 gennaio gli inquirenti hanno tirato la rete. L’operazione si è conclusa con la notifica di quattro misure concesse dal Gip. 

Destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati Maurizio Alfieri, 50 anni (trasferito nel frattempo a Saluzzo in Piemonte), e il lombardo Cosimo Damiano Alario, 49 anni, mentre Romolo Alfieri (62) residente a Corsico (Milano), arrestato in precedenza in flagranza di reato, è stato raggiunto da un’ordinanza di obbligo di dimora e il trevigiano Daniele Crivello di Preganziol, appena ventenne e fratello di Valerio Salvatore Crivello (che invece risulta denunciato a piede libero) non potrà dimorare nel territorio provinciale in cui è detenuto il fratello. 

Per l’agente di Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Tolmezzo Enrico Moro (47enne di Artegna), ogni decisione sull’eventuale interdizione dai pubblici uffici è rinviata all’esito dell’interrogatorio del Gip. Altre sette persone sono indagate in stato di libertà.

Nessun commento:

Posta un commento