martedì 8 marzo 2016

Rivoluzione nella PA, Arriva Spid: Pin unico per accedere a tutti i servizi

Dal 15 marzo, esattamente tra una settimana, Tim, Poste Italiane e Infocert renderanno disponibili le prime identità digitali, per cui è stata scelta la sigla Spid, attraverso cui poter accedere con una sola password ai servizi online della P.a e non solo. È quanto è emerso in occasione della conferenza stampa di lancio del pin unico che si è tenuta al....
ministero della Pubblica amministrazione. Entro giugno, fa sapere l'Agenzia per l'Italia Digitale «saranno oltre 600 i servizi che permetteranno l'accesso tramite Spid». 

L'Agid fa sapere che si sono candidati come gestori d'identità digitale anche altri due operatori. Le prime amministrazioni centrali che aderiranno invece sono l'Agenzia delle Entrate, l'Inps e l'Inail. Si aggiungono tre comuni (Firenze, Venezia, Lecce) e sette regioni (Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte e Umbria). 

Tra i servizi accessibili attraverso Spid, vengono messi in evidenza: l'iscrizione all'Inps e il pagamento dei contributi dei lavoratori domestici, l'iscrizione all'asilo nido, i congedi di maternità, lo sportello telematico Imu-Tari-Tasi, il 730 precompilato, la certificazione Isee, i servizi anagrafici, il ritiro dei referti medici, la denuncia dell'infortunio all'Inail, il riscatto della laurea, gli inventivi alle imprese e i certificati energetici.  

Con Spid, il Sistema pubblico di identità digitale, viene offerto lo strumento di innovazione che permette di «superare la doppia F della Pubblica amministrazione: file e faldoni». Così il ministro della P.a, Marianna Madia, in occasione del lancio del pin unico, attraverso cui accedere online a tutti i servizi della Pubblica amministrazione. Per il ministro si tratta di una svolta perché «non è ammissibile che internet sia presente in tutto ma non nella Pubblica amministrazione». Madia ha spiegato, nel corso della conferenza stampa di presentazione, come Spid rientri «nel più complesso progetto di 'Italialogin'». Alla base di tutto ciò, ha sottolineato il ministro, c'è un lavoro per dare vita ad una «Repubblica matura, che sappia farsi corpo unitario per rispondere al cittadino e non utilizzi le articolazioni della P.a per scaricare inefficienze». 

«Spid sarà gratuito per almeno i primi due anni, ma è ragionevole aspettarsi che possa esserlo anche successivamente». Così il direttore dell'Agid, Antonio Samaritani, spiegando che il cittadino potrà ricevere il cosiddetto pin unico a costo zero per i primi due livelli di sicurezza, che corrispondono alle versioni con cui si può accedere a tutti i servizi online. C'è poi un terzo livello, che essendo associato ad una sorta di smartcard, risulterà a pagamento, ma fa sapere sempre l'Agid, si tratta di un sistema pensato soprattutto per il professionista. 

I piccoli e medi operatori di telecomunicazioni, riuniti nell'associazione italiana internet provider (Aiip) e nell'associazione provider indipendenti Assoprovider-Confcommercio, esprimono «la loro contrarietà alle altissime barriere previste per esercitare l'attività di Spid identity provider che saranno pari, per le società di capitali, come prevede la legge bancaria, a 10 milioni di euro di capitale sociale e senza alcuna proporzionalità, ad esempio per il numero di clienti di tali servizi». 

Le due associazioni, in una nota congiunta, nel giorno del lancio ufficiale del Pin unico, sottolineano come «i cittadini delle zone ove ancora è presente il digital divide saranno inoltre tagliati fuori dallo scenario dello Spid, dovendo attendere il dispiegamento sul territorio delle pochissime aziende in grado di garantire tali requisiti». Ecco che Aiip e Assoprovider rivolgendosi direttamente al ministro della P.a, Marianna Madia, chiedono «la rimozione delle limitazioni legate al capitale e di vincoli che costituiranno un limite di queste importanti innovazioni promosse dal Governo». 

Inoltre entrambe le organizzazioni si oppongono, si legge sempre nel comunicato, «all'innalzamento delle barriere previste per esercitare l'attività di provider di posta elettronica certificata (Pec) e conservazione sostitutiva che il Governo sta attuando con la prossima emanazione del Codice dell'amministrazione digitale (Cad)».

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