giovedì 19 maggio 2016

Bonus per chi demolisce le vecchie costruzioni: Proposta dell'Ance al Governo

Bonus fiscali e semplificazioni per chi demolisce i vecchi edifici, dando così attuazione sostanziale al disegno di legge sul consumo del suolo appena approvato alla Camera. È quanto propone l'Ance al Governo in un articolato documento che richiama gli investimenti messi in campo negli ultimi anni per rilanciare le città. I costruttori chiedono di scommettere sugli interventi di demolizione e ricostruzione al fine di.....
riqualificare il patrimonio edilizio urbano, adeguandolo ai nuovi standard energetici e facendo ripartire i cantieri. In sostanza, una nuova politica urbana per conciliare gli obiettivi di ripresa con quelli di rilancio delle città, in un settore che stenta a ripartire. "Negli ultimi mesi del 2015 eravamo più ottimisti sulla ripresa economica – ha spiegato il presidente dell'Ance Claudio De Albertis al Sole24Ore - invece, nei primi dati di quest'anno vediamo luci ed ombre e siamo un po' preoccupati".

Nel dettaglio, le richieste puntano sulla facilitazione degli interventi demolitivi e ricostruttivi, con semplificazioni per sostituire il patrimonio edilizio in gran parte obsoleto (sia privato che pubblico, come quello delle scuole) sia sul piano economico che procedurale, attraverso la conferma e l'estensione dei bonus fiscali (del 50-65%) all'edilizia anche gli aumenti di volumetria magari quale premio per l'incremento di efficienza energetica attuato.

Ma non solo. Secondo l'Ance, andrebbero tagliati almeno del 20% i contributi per i costi di costruzione relativi alle nuove realizzazioni, riducendo gli oneri di urbanizzazione ai soli aumenti del carico urbanistico e confermata per un triennio la detrazione Irpef del 50% per l'Iva sull'acquisto di abitazioni ad alta efficienza (classi A e B), oltre che incentivate le permute immobiliari con tassazione agevolata per le imprese che si prendono in carico un immobile impegnandosi a rimetterlo sul mercato ristrutturato e con migliori performance.


Nel frattempo, il ddl sul consumo del suolo, dopo il sì della Camera, prosegue il suo cammino che non sarà senza ostacoli, dati i forti vincoli inseriti alle costruzioni per giungere allo stop al cemento entro il 2050. Intanto, due emendamenti correttivi hanno limato leggermente il testo, con la revisione della definizione di suolo agricolo e la possibilità di salvare gli interventi, durante la fase transitoria, per i quali sia già stata presentata un'istanza.

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