mercoledì 11 maggio 2016

Casa pignorata. Se l’asta va a vuoto per 3 volte la casa torna al debitore

Il nuovo Decreto banche (decreto legge n. 59/2016) approvato il 3 maggio con tema “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutivi e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione” ha abbassato la soglia a 3 tentativi d’asta. Si tratta di una vera rivoluzione che migliora le condizioni dei numerosi debitori che si son visti pignorare casa, appartamento  o proprietà terriera per insolvenza. Il nuovo percorso prevede che il tempo a disposizione.....
per vendere la proprietà con la procedura dell’asta sia di 6 mesi, introducendo anche nuovi meccanismi per evitare che vi sia un eccessivo deprezzamento. Riuscire a far vendere rapidamente l’immobile significa togliere il peso della morosità sui debitori quindi è fondamentale che ciò avvenga in tempi consoni. La vera novità però come si diceva inizialmente è che si procederà al massimo ad organizzare 3 aste. Qualora tutte e tre dovessero andare a vuoto l’immobile (o il terreno) ritornerà nelle mani di chi ha contratto il debito.

Quali sono le altre peculiarità delle aste previste dalla legge?

Il ribasso nel caso in cui la prima asta dovesse non avere un vincitore è fissata ad un quarto del prezzo. E così via anche per le volte successive fino ad arrivare al nuovo limite previsto dalla legge. A questo punto il giudice può riservarsi la facoltà di abbassare ulteriormente il prezzo scendendo al massimo alla metà. E’ evidente che se la vendita di dovesse realizzare a queste condizioni, il debito viene saldato ma in maniera non soddisfacente e con tempi che dilungano la morosità del debitore. Dal lato dell’acquirente in questo caso vi sarà un notevole risparmio che potrà aiutare ad abbassare di molto l’importo da richiedere a mutuo. Vi suggeriamo in ogni caso di effettuare delle simulazioni per identificare i migliori prestiti sul mercato.


Tornando al nuovo decreto, significativo l’articolo 532 del decreto che cita: “Il giudice fissa altresì il numero complessivo, non superiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non superiore a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria”.

Quali sono le modalità di acquisto di un bene all’asta?

Solitamente gli annunci di vendita all’asta appaiono sia sui portali dedicati alle aste giudiziarie sia come annunci immobiliari nei siti di annunci (fatto salvo dichiarare che si tratta di immobile all’asta e riportare i contatti dell’intermediario). Chi è interessato a fare un’offerta può richiedere di esaminare il bene in vendita entro 7 giorni, richiesta da effettuarsi attraverso portale delle vendite pubbliche. Ovviamente vista la necessaria riservatezza dell’operazione il tutto viene gestito obbligatoriamente per via telematica.


In alcuni casi la vendita all’asta è accompagnata dalla segnalazione di difformità. Di cosa si tratta? Potrebbero esserci delle anomalie da sanare (planimetria non corretta, abusivismo ecc.) ma in alcuni casi l’immobile potrebbe anche risultare occupato. In questo caso è bene sapere che anche in caso di aggiudicazione prima di poter entrare nella nuova casa passerà probabilmente diverso tempo. Il decreto ingiuntivo emesso dal tribunale dovrà essere seguito dall’intervento fisico dell’ufficiale giudiziario per lo sgombero dei locali. Una situazione di certo poco piacevole che oltre ad un certo imbarazzo potrebbe far allungare di molto i tempi e aumentare in alcuni casi le spese da sostenere. Fnte: sostariffe.it

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