venerdì 13 maggio 2016

Finti poveri si intascavano i contributi: Ma guadagnavano 200 mila euro l’anno

La Guardia di finanza di Costa Volpino ha scoperto, tra il 2015 e i primi mesi di quest’anno, 12 situazioni di indebita percezione di contributi sociali da parte di «finti poveri» che, in varie circostanze, hanno dichiarato il falso per usufruire gratuitamente dei servizi scolastici, ottenere assegni per il nucleo familiare con tre minori o assegni di maternità e ricevere assistenza dal fondo sostegno affitti. Si va dall’imprenditore al lavoratore autonomo, fino all’impiegato, ma il caso più eclatante è quello.....
del titolare di un’impresa completamente sconosciuta al fisco, operante nel settore della messa in opera di serramenti e infissi.

Oltre a non presentare le dichiarazioni dei redditi e non pagare le imposte (su guadagni che, per l’anno sottoposto a controllo da parte dei finanzieri, ammontano a oltre 200.000 euro), l’artigiano si è rivolto a un Comune dell’Alto Sebino autocertificando una situazione economica tale da vedersi erogati assegni mensili per il nucleo familiare con tre figli minori per 1.833,26 euro. Lo stesso aveva fatto due anni prima quando, «dimenticandosi» di inserire nella «Dichiarazione Sostitutiva Unica» (documento che autocertifica la posizione reddituale e patrimoniale familiare del soggetto che chiede prestazioni sociali agevolate) la proprietà di un appartamento intestato alla figlia minore e il patrimonio netto della propria impresa.


L’imprenditore, oltre ad essere stato denunciato alla Procura della Repubblica di Bergamo per il reato di omessa dichiarazione di ricavi derivanti dalla propria attività, non dichiarata e per la distruzione e l’occultamento delle scritture contabili obbligatorie (che aveva ben pensato di far sparire, al fine di celarsi al fisco), è stato anche segnalato agli organi competenti per i rilievi legati all’«uso di atto falso» e «indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato», al fine del recupero dei contributi indebitamente percepiti.

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