mercoledì 25 maggio 2016

Pensionati italiani in fuga all'estero: ecco perché

Nel 2014, secondo i dati Istat, erano ben 473 mila. Dopo meno di due anni, le stime supererebbero addirittura il mezzo milione: cosa spinge i pensionati italiani a lasciare il paese e trasferirsi all'estero? La risposta è fin troppo semplice: la fiscalità sempre più stringente, che riduce notevolmente il netto delle loro pensioni. L'Irpef, soprattutto, è la scure che impedisce a tanti over 60 di vivere dignitosamente dopo una vita di lavoro. E dal momento che le imposte vengono pagate....
secondo le norme e le aliquote previste dal paese di residenza, ecco che a molti pensionati è venuto in mente di trasferirsi all'estero per poter trattenere, in alcuni casi, anche il doppio di quello che riceverebbero al netto in Italia. Per questo motivo sempre più pensionati italiani scelgono di passare gli anni della senilità in altri paesi europei, non lontani dal nostro, ma con una fiscalità meno severa: si va da luoghi remoti come Bulgaria e Romania fino a veri e propri paradisi terrestri come le Isole Canarie e alcune località del Portogallo.

Qui le trattenute sono minori e la vita costa meno (per via delle accise, il risparmio su un litro di benzina qui raggiunge e in alcuni casi supera i 60 centesimi di euro). E pazienza se con il cambio di residenza si perdono diversi diritti, come quello alla sanità pubblica italiana: molti di loro giurano di riuscire, in questo modo, anche ad aiutare economicamente i loro figli rimasti in Italia e che appartengono alla generazione più sciagurata, quella dei nati dopo il 1980. Sul sito dell'Inps sono disponibili tutte le informazioni riguardanti la possibilità di trasferirsi all'estero.

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