mercoledì 25 maggio 2016

Rischio Alzheimer sono immune? Ecco il test per capirlo in anticipo

L’Alzheimer è una malattia degenerativa, la forma più comune di demenza mentale. Molti l’associano all’età avanzata, ma in realtà spesso le diagnosi arrivano molto in ritardo e le persone coinvolte erano già malate da tempo senza rendersene conto. Per questo è fondamentale la diagnosi precoce che oggi è resa possibile da un nuovo tipo di test. Innanzitutto ci sono alcuni sintomi da tenere bene d’occhio. Quello più precoce è la tendenza a dimenticarsi le cose. Poi.....
col passare del tempo sopraggiungono afasia, disorientamento, cambiamenti repentini di umore, depressione, incapacità di prendersi cura di sé, problemi nel comportamento. Al giorno d’oggi purtroppo la malattia non ha cura, ma si può fare qualcosa per prevenirla o quantomeno ritardarla. L’esercizio mentale e fisico, per esempio, possono diminuire il rischio di Alzheimer.


La novità più recente, come dicevamo prima, arriva dall’Università dell’Ohio che ha messo a punto un test chiamato SAGE, che sta per Self-Administered Gerocognitive Examination, ovvero esame cognitivo geriatrico auto-amministrato: per farlo bastano carta e penna, ed un quarto d’ora del proprio tempo. Il test (che potrete trovare in questo link) prevede cinque pagine di esercizi apparentemente molto semplici e basati soprattutto sulla memoria. 

Una diagnosi precoce dell’Alzheimer permetterebbe di iniziare tempestivamente i trattamenti che pur non potendo curare la malattia possono ritardarne gli effetti più devastanti. Il test, da eseguirsi periodicamente, è stato messo a punto dopo averlo provato su 1047 partecipanti, scelti tra persone con più di 50 anni prelevate da diversi contesti. Attraverso l’applicazione del test, è risultato che il 28 per cento del campione già mostrava i primi segni di deficit cognitivo, possibile preludio dell’Alzheimer.

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