lunedì 30 maggio 2016

Scoperto Kepler-452b, il pianeta gemello della Terra: "Potrebbe esserci la vita"

C'è vita nello spazio oltre la Terra? Questa domanda è riaffiorata nelle menti di tutti noi ieri pomeriggio, quando la NASA annunciava di aver scoperto un nuovo lontanissimo pianeta che potrebbe essere considerato come un "cugino" più vecchio e più grande della Terra. Le dimensioni di Kepler-452b sono circa il 60% maggiori di quelle del nostro pianeta, e la distanza dalla sua stella è superiore del 5% rispetto alla distanza tra.....
la Terra e il Sole. Questa stella è più luminosa del 20% rispetto al Sole e ha un diametro superiore del 10%. Le affinità fra i due mondi non sono poche, e hanno consentito alla NASA di fare un annuncio di quelli che difficilmente potranno essere dimenticati. L'organizzazione spaziale americana aveva creato un'aspettativa parecchio elevata per la novità, che era stata velatamente anticipata alcuni giorni prima. Proprio per questo il pubblico ha reagito in maniera contrastante, creando un vortice di condivisioni sui vari social. C'è chi considera quella di Kepler-452b una scoperta storica, chi invece si mostra deluso dagli annunci, e chi infine non la considera indispensabile per la propria esistenza. Del resto, Kepler-452b si trova nella Costellazione del Cigno a 1.400 anni luce di distanza, fattore che lo rende inavvicinabile con le tecnologie attuali.

Il nuovo pianeta è il più piccolo mai trovato in una zona cosiddetta "abitabile" e che ruota intorno ad una stella (G2) dello stesso tipo del Sole. Un anno su Kepler-452b dura 385 giorni, e pare che la sua struttura sia di tipo roccioso. La stella intorno alla quale gira il pianeta ha circa 6 miliardi di anni (1,5 in più del Sole) e potrebbe permetterci di scoprire in anticipo cosa ne sarà del nostro sistema solare e della nostra stella analizzando di riflesso il comportamento del sistema di Kepler-452b. Tuttavia, mancano ancora dati certi sulla massa del nuovo pianeta, che possano di fatto confermare la sua natura simile alla Terra.

Inoltre, è impensabile che l'uomo possa arrivare sul nuovo pianeta in tempi brevi. Consideriamo la missione New Horizons, con la sonda inviata nello spazio che ha impiegato 9 anni per raggiungere Plutone viaggiando ad una velocità di 58.536 km/h (oltre 16 km/s). Plutone dista dalla Terra circa 5,4 ore luce, decisamente meno dei 1400 anni luce di Kepler-452b. Pensare di poterci avvicinare o, addirittura, stringere rapporti con eventuali entità aliene (supponendo che siano dotate di intelletto come l'essere umano) è quanto meno utopico con le competenze tecnologiche (e fisiche) attuali.

L'obiettivo della missione Kepler è comunque quello di rintracciare eventuali pianeti simili alla Terra in orbita attorno a stelle esterne al nostro sistema. All'interno della missione sono stati già valutati migliaia di pianeti simili, e Kepler-452b è solo l'ultimo di una lunga lista di candidati a Terra 2.0. È comunque quello in cui ci sono - apparentemente - le condizioni migliori per la formazione della vita.


"Possiamo immaginare Kepler-452b come un vecchio e più grande cugino della Terra, che ci offre un'opportunità di capire e riflettere sull'ambiente in continua evoluzione del nostro pianeta", ha dichiarato Jon Jenkins, responsabile dell'analisi dei dati nel team Kepler per la NASA. "È di grande ispirazione il fatto che questo pianeta abbia trascorso 6 miliardi di anni nella zona abitabile della sua stella, più della Terra. È una notevole opportunità per la formazione della vita, e potrebbero esserci tutti gli ingredienti e le condizioni necessarie per la vita su questo pianeta".

Nessun commento:

Posta un commento