mercoledì 25 maggio 2016

Uccide la moglie e resta 24 ore a vegliarla: poi scrive una poesia su Facebook

E’ accusato di aver ucciso la moglie e di essere rimasto almeno 24 ore a vegliarla, senza chiamare la Polizia. Il presunto omicida Ernesto Cardosi, 72 anni, è stato trovato imbottito di farmaci accanto al corpo esanime della compagna di una vita intera: la 69enne Anna Recalcati. A percepire qualcosa di strano il figlio, dopo ripetute chiamate senza risposta ai genitori. All’arrivo a casa, in via Pisacane di Latina, la scena straziante......
del corpo della madre nudo e senza vita e del padre, stordito dai troppi medicinali. Dall’esame autoptico è emerso che la donna sarebbe morta almeno 24 ore prima delle 20.30 di domenica 22. Non è ancora chiaro, dunque, se la poesia che Cardosi ha scritto e pubblicato su Facebook alle 18.30 di sabato 21 fosse precedente o successiva alla morte della moglie. L’argomento dei versi scritti dall’uomo, conosciuto in città per essere un artista, proprio la morte.

 Sul profilo pubblico si legge: “Non ho paura della morte / sono stato sempre forte. / Sono sempre assai credente / e non sarò mai un perdente. / Sarò sempre un uomo vero, / perché il mio animo è sincero. / Credo al mio passato / e l'ho sempre ricordato. / Non sono mai assente. / Vivo sempre nel presente. / Penso anche al futuro, / di cui sono sempre più sicuro. / Io, che ho sempre lavorato, / ho anche guadagnato. / Ho potuto ben viaggiare / e potermi poi riposare. / Mi son sempre ben vestito / e mi sono divertito. / Non ho fatto il giornalista, / ma ho preferito far l'artista. / Sono stato uno scultore, / ma ho preferito far il pittore. / Quando sono stato a dieta, / ho, però, fatto il poeta. / Ho dovuto molto lottare, / ma ho potuto anche sognare. / Sono stato un vigoroso / ed anche fascinoso. / Ho dovuto anche soffrire, / ma ho potuto anche gioire. / Non sono stato un comandante, / ho fatto il commerciante. / Ho venduto molto vino, / ma sono stato anche divino. / Sono stato il migliore / ed ho creato lo stupore. / Sono stato un po' malato, / ma mi sono poi curato. / Sono stato un po' avvilito / e per questo ho un po' patito. / Oggi sono un po' invecchiato, / ma non mi sono addormentato. / Se mi chiedi chi son io, / ti rispondo: dillo a Dio”.

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