venerdì 29 luglio 2016

Ecco i balzelli della TIM: servizi attivati e mai richiesti "TIM PRIME" e "TIM Prime go"

TIM Prime, la nuova famiglia di offerte con cui l'operatore leader in Italia è già stato bacchettato dall'Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Abbiamo parlato per la prima volta di TIM Prime a febbraio, denunciando la nuova opzione che veniva attivata senza richiesta su tutti i profili tariffari prepagati. Ad aprile la società si è trovata costretta a sospendere l'attivazione dell'opzione per via di una diffida dell'Agcom arrivata a marzo. Come ben sapranno i più informati la storia.....
non si è conclusa qui. Il mese successivo, a maggio, TIM annunciava in pompa magna l'attivazione di una nuova opzione legata al piano base, TIM Prime go, pensata principalmente per eludere le normative sui servizi non richiesti. TIM Prime go era in sostanza molto simile alla TIM Prime annunciata a febbraio, e lasciava all'utente due possibilità: pagare di più cambiando tariffa base e rinunciando all'opzione, pagare di più accettandola.

Ma perché TIM si sta accanendo in questo modo sui propri piani della famiglia Prime? I motivi sono almeno 19 milioni e 600 mila, come gli euro che l'operatore può portarsi a casa, secondo l'Aduc, attivando l'opzione. Il numero viene dedotto considerando 10 milioni gli utenti coinvolti dal nuovo cambio tariffario, un numero stimato per difetto su una potenzialità massima di 30 milioni di utenti con tariffe mobile ricaricabili. 

"TIM Prime GO è proposto come nuovo piano tariffario, ma piano tariffario non è", spiega Aduc. Non ha infatti costi di chiamata, messaggi o pacchetti per la connessione internet, e non offre nemmeno servizi aggiuntivi. L'opzione è già attiva da alcuni giorni su alcuni piani tariffari, ma di fatto non offre nulla: sarà cura degli utenti attivarne i vantaggi singolarmente. Sia se si scelgono questi "vantaggi", sia se si ignorano del tutto, l'utente verrà addebitato comunque dei 0,49€ settimanali.

"Notare che l'attivazione dell'esborso", continua Aduc, "è automatica e senza consenso preventivo, mentre per usufruire dei vantaggi occorre il consenso e la richiesta del cliente (ammesso che interessino)". L'utente può rinunciare a Prime Go cambiando piano base, che naturalmente sarà meno conveniente rispetto a quello che utilizzava precedentemente. In ogni caso TIM chiede ai propri clienti una "indiretta modificazione nei costi", continua l'associazione rivolta ai consumatori.

Insomma, la società utilizza "cavilli formalistici" e Aduc consiglia all'AGCM di superarli e "guardare alla sostanza dell'operazione commerciale". TIM Prime Go costringe all'attivazione di servizi non richiesti e reintroduce in altra formula i costi fissi di ricarica secondo l'Aduc: "Il bello delle SIM ricaricabili è che se non le usi non paghi, se le usi poco paghi poco e se le usi tanto paghi tanto. Con questa operazione TIM introduce un costo fisso, che gli garantisce quasi 20 milioni di euro al mese anche se il titolare della SIM non la usa quasi mai", conclude l'associazione.

Ecco perché TIM è così determinata ad attivarci TIM Prime go a tutti i costi: 4 vantaggi per noi, 20 milioni per loro.

Per la disattivazione del sevizio non richiesto e la richiesta del rimborso chiamare il n° 409162






Oppure: sulla pagina facebook di Tim e inviare un messaggio con i propri dati e numero di telefono con la richiesta di disattivazione del servizio e del rimborso.
 Ecco il link: https://m.facebook.com/?hrc=1&refsrc=http%3A%2F%2Fh.facebook.com%2Fhr%2Fr&_rdr#!/profile.php?id=198011288410





2 commenti:

  1. Certo sarebbe bello poter parlare con il n. 409162, ma purtroppo non è possibile perchè al termine di tutta la papardella ti senti dire non hai selezionato il numero esatto. Ci ho provato varie volte, ma ogni volta mi sento presa in giro, questo è.

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  2. Oppure: sulla pagina facebook di Tim e inviare un messaggio. Ecco il link: https://m.facebook.com/?hrc=1&refsrc=http%3A%2F%2Fh.facebook.com%2Fhr%2Fr&_rdr#!/profile.php?id=198011288410

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