giovedì 21 luglio 2016

Erdogan ed il grande bluff: "Con il placet dell’occidente intero"

Finalmente sembra esserci riuscito. Ora l’islamico Erdogan può estirpare dal paese tutti i suoi avversari politici, quel 50% di popolazione ancora fedele alla costituzione di Ataturk. Una costituzione che il presidente vuole cancellare per ripristinare quel fondamentalismo islamico, con le sue norme e le sue pene abolite dal padre della Turchia, facendola ripiombare verso uno stato di sultanato. Tutto questo.....
con il placet dell’occidente intero che, passivamente ed inerme, si sta lasciando sempre più prendere in ostaggio da chi controlla il suo gas. Questo è il nodo della questione; lì, sul Bosforo, proprio sotto i piedi di Erdogan, passa la maggior parte del gas destinato al vecchio continente.

Un potere contrattuale enorme, in mano ad un uomo che non si fa scrupoli nel reprimere con barbarica forza chi gli si oppone. I fatti di Istanbul sono eclatanti specialmente se riletti lontano dai clamori del pilotaggio mediatico. Ripartiamo dalla storia. La Turchia nasce dalle ceneri dell’impero Ottomano definitivamente smembrato con la fine del primo conflitto mondiale. Costantinopoli (l’odierna Istanbul) e la parte settentrionale dell’Anatolia finirono nelle mani dei Greci e degli alleati. Mustafa Kemal, un valoroso ed illuminato generale, si fece promotore del nazionalismo turco, sconfisse i greci, depose il sultano Maometto VI e ristabilì l’unità e l’indipendenza della Turchia fondando la Repubblica turca, di cui divenne il primo Presidente il 20 ottobre 1923.

Ataturk (padre della Turchia), avverso all’islamismo, reo di aver lasciato la neonata nazione, 500 anni indietro, rispetto all’occidente, mise in atto un processo di laicizzazione dello stato con una serie di riforme che rappresentarono un vero salto quantico per il suo popolo. Abolì il califfato, riconobbe la parità dei sessi, istituì il suffragio universale, pose sotto il controllo dello Stato gli organismi religiosi, adottò l’alfabeto latino, il calendario gregoriano, il sistema metrico decimale. E, cosa unica, diede all’esercito il compito di essere garante di questa nuova costituzione autorizzandolo a porre in essere un colpo di stato qualora un movimento islamico fosse risalito al potere. L’unicità della cosa sta nel fatto che i militari, a golpe eseguito, non salgono al potere ma guidano il paese a nuove elezioni garantendone il libero svolgimento. Questa norma è già stata messa in pratica quattro volte. Ma questo, il quinto desta molte perplessità e sa di farsa. Un colpo di stato senza morti, perché, è bene specificare, che tutto è accaduto dopo il ripristino dello status quo. Sono 500 mila gli uomini di cui dispone l’esercito Turco. Impensabile credere che la polizia possa contrastarlo. Su quel ponte, in mondo visione, non un solo colpo a minimante sfiorato qualcuno.

Erdogan sapeva che c’era fibrillazione in alcune frange militari ed ha lasciato fare. Questa la sua macchinazione: far scoppiare il golpe e stroncarlo subito dopo già sapendo dove andare e chi colpire, chi arrestare e chi decapitare. Come potrebbe essere il contrario? In meno di 12 ore sono state arrestate oltre 6.000 persone, i giudici della corte costituzionale, i magistrati ostili, i suoi nemici. Tutto questo forte delle parole dei vari leader mondiali che inneggiano alla democrazia salvaguardata grazie al ripristino del governo legittimamente votato. Dalla Merkel a Renzi passando per Obama. La Turchia è membro della Nato e lì non si sposta uno spillo senza che gli Stati Uniti d’America lo sappiano. Ma ora il finto entusiasmo per il mancato colpo di stato si sta trasformando in distacco. L’Unione Europea prende le distanze perché l’islamico ha dichiarato di non aver nulla da eccepire sulla re-introduzione della pena di morte se richiesta dal parlamento di Ankara. Cosa che farebbe fallire i negoziati per l’accesso turco nell’unione. Ma questo è Erdogan e questa è la Shariʿah che Ataturk aveva cancellato dalla costituzione che i militari dovevano difendere; la stessa legge applicata dall’ISIS.


L’impero Romano, cadde per le infiltrazioni di barbari nel proprio tessuto sociale con le conseguenti invasioni dovute alla mollezza di un governo centrale indebolito da una classe dirigente corrotta, influenzata da culture esterne e distratta dai propri giochi di potere. E cos’è oggi l’occidente? La democrazia ha aperto le porte senza controllo, agli stranieri (i barbari) che si sono insediati in Francia, in Belgio lì proprio accanto al governo centrale dove sembrano preferire colpire. E la Germania, il potere forte cosa guarda? La leadership, la Deutsche Bank? La storia insegna e si ripete sempre. Ciò che sta avvenendo è già successo ma a chi fa comodo ricordarlo? Le risposte, le soluzioni a molti problemi sono proprio lì tra le sue pagine scritte e non. Il traffico di esseri umani è un business in continuo sviluppo, ed Erdogan questo lo sa molto bene visto che ha già incassato la prima tranche da 3 miliardi di Euro dei 6 stanziati per la questione migranti. Poche migliaia di siriani che vengono presi come pacchi e riportati in qualche zona di accoglienza creata, guarda caso, proprio lì, nel territorio degli odiati curdi. Le borse che crollano, sono altra manna; dopo un crollo c’è sempre un rimbalzo, anche questa è storia, trita e ritrita, e chi sa e può aspettare fa affari d’oro sulle spalle dei piccoli investitori. Altro che democrazia. Lì in medio-oriente sono anni che si gioca a Risiko con la vita di esseri umani considerati dagli occidentali come sacrificabili; morti che non fanno notizia. Bagdad, Mosul, Aleppo ma a chi erano mai realmente interessate? La bramosia del potere, dei soldi hanno offuscato gli occhi occidentali come quelli degli antichi Romani. Rincorrendo Petrolio, e gas, fornendo armi e finanziando quello spicchio di mondo, non si sono resi conto (o hanno fato finta di niente) di cosa si stesse creando. Una vera polveriera. Povera gente facilmente plagiabile che al grido di “Allah Akbar” è pronta a scagliarsi, contro gli infedeli per vendetta, come previsto dalla loro legge, la citata Shariʿah. Ma questa improvvisa escalation di fondamentalismo islamico quanto è veramente spontanea? Lo scenario mediorientale è ambiguo tutti sono lì ma la lotta all’ISIS è solo un pretesto. La situazione sembra fuori controllo; tutto riporta alle Crociate ma all’epoca lo scontro era faccia a faccia mentre oggi la strategia è quella del terrore. Attaccati dall’interno e ricattati da fuori, una guerra a cui non siamo abituati fatta di follie di atrocità e metodi medievali. Le stesse che Ataturk aveva cancellato e che Erdogan sta arbitrariamente utilizzando per reprimere i suoi avversari. Le stesse che il presidente sultano vuole riportare in auge. Ma forse, anche questo conviene a “qualcuno”. Fonte

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