giovedì 28 luglio 2016

Il piano di Putin contro il terrorismo internazionale

Obbligo per i cittadini di comunicare quanto sanno su potenziali terroristi e fenomeni di radicalizzazione, più controlli su presunti jihadisti, maggiore collaborazione con il regime siriano di Bashar Al-Assad, gli Usa e i Paesi della Lega Araba: queste sono le mosse del pacchetto di misure anti-terrorismo che intende varare la Russia di Vladimir Putin. Inoltre, grande attenzione al fronte interno, soprattutto.....
nel Caucaso, incubatore del fondamentalismo di matrice wahhabita: qui il fenomeno terrorismo è in diminuzione e secondo il sito Kavkaz-uzel, se nel primo quadrimestre del 2014 le vittime di attentati sono state 101, nello stesso periodo dell’anno successivo sono state ottanta in meno.

C’è poi in campo la legge proposta da Irina Yarova, deputata del partito di maggioranza Russia Unita e presidentessa del Comitato sicurezza alla Duma di Stato, che introduce l’ergastolo per terrorismo internazionale, oltre ad obbligare gli operatori nel campo delle telecomunicazioni a conservare i contenuti delle conversazioni tra gli utenti per tre anni e la corrispondenza (anche video) per sei mesi. Viene introdotto anche il carcere per “mancata denuncia”, con pene fino a sei mesi.

Fondamentale poi il ruolo dei servizi segreti, come spiegato a Russia Today dal capo dell’Fsb Aleksandr Bortniko: “In Russia stiamo monitorando 220 presunti attentatori suicidi. Inoltre, abbiamo emesso 260 mandati d’arresto internazionale nei confronti di cittadini russi, sospettati di terrorismo, che attualmente si trovano all’estero”. Ancora problemi ci sono invece nei processi di estradizione: “Purtroppo con il pretesto del rispetto e l’osservanza dei diritti umani e delle libertà fondamentali spesso si nega l’estradizione dei terroristi verso la Russia”.

Da questo punto di vista, viene citato il caso di Ahmed Chataev, cittadino russo di origine cecena, unitosi allo Stato islamico nel 2015, che sarebbe la mente dell’attentato a Istanbul del 28 giugno scorso. Per tale ragione, Putin starebbe valutando la richiesta di Obama per aumentare la cooperazione tra servizi segreti russi e americani in Siria.


Putin ha anche sottolineato di voler incrementare i rapporti con la Lega Araba: “Vorrei confermare il fatto la Russia è pronta a rafforzare la cooperazione con la Lega araba sulla sicurezza regionale, in primo luogo per combattere la minaccia del terrorismo internazionale. Riteniamo che la lotta contro questo male dovrebbe essere combinata con gli sforzi congiunti per soluzioni politiche delle crisi in Siria, Iraq, Libia, Yemen e in altri punti caldi. Queste dovrebbero essere basate sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i paesi, attraverso il dialogo inclusivo e il consenso nazionale”.

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