martedì 20 settembre 2016

Delitto di Seriate. La testimone e gli sms: "A mezzanotte e mezza nessun uomo in fuga"

L’orario è ben circoscritto da uno scambio di sms. La notte in cui Gianna del Gaudio è stata uccisa, a mezzanotte e mezza una persona è tornata a casa, nel quartiere della villetta a schiera del delitto, a Seriate. È arrivata dal retro, ha percorso il passaggio pedonale accanto alla casa di Paolo, il figlio di Antonio Tizzani, marito della vittima e unico indagato, a trenta metri da quella dei genitori. Ed è spuntata.....
sulla parte anteriore che si affaccia su Piazza Madonna delle Nevi. Non ha sentito nulla, non ha visto nessuno. Nessun uomo incappucciato (il killer secondo la versione di Antonio Tizzani) in arrivo o in fuga.

La testimone non ha percorso tutto il vialetto da cui secondo Tizzani sarebbe scappato l’assassino, ma lo ha potuto vedere bene. Avrebbe notato uno sconosciuto in giro a quell’ora, con il deserto e il silenzio attorno. Rientrata in casa, a mezzanotte e 45 minuti l’amico con cui aveva trascorso la serata le scrive di essere arrivato a casa. Dista un quarto d’ora da dove si sono lasciati. Lei gli manda questo sms: «C’è in giro un pazzo che continua a urlare». Lui le chiede spiegazioni. E lei risponde di aver sentito: «Paolo, svegliati». Tizzani nel frattempo ha già chiamato il figlio Mario, che abita a Seriate, a 500 metri di distanza.

La testimone è stata sentita dai carabinieri e lo scambio di messaggi è stato acquisito. È importante per verificare riscontri alla versione di Tizzani e per circoscrivere i tempi del delitto. Il dato di fatto è che a mezzanotte e mezza non c’era nulla. Lo sconosciuto non si era ancora intrufolato in casa, oppure era già successo qualcosa che l’indagato nasconde? Intanto, i carabinieri hanno continuato a cercare l’arma del delitto, anche nel campo delimitato dai tralicci dell’elettricità, oltre la strada al termine del blocco di villette a schiera.

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