lunedì 12 settembre 2016

Samsung richiama ufficialmente il Galaxy Note 7: rischia di prendere fuoco

Dopo lo stop alle vendite, Samsung ritira dal mercato il Galaxy Note 7. La compagnia sudcoreana, numero uno al mondo nella produzione di smartphone, ha esortato sul proprio sito e con un comunicato ufficiale i clienti in tutto il mondo a smettere di utilizzare il modello «immediatamente», invitandoli ad andarlo a sostituire con un altro telefono il più presto possibile. Il Galaxy Note 7 doveva essere....
l’arma di Samsung per sfidare ancora una volta Apple. Tutto calcolato nei minimi dettagli, le tecnologie, gli spot, la data di presentazione: 2 agosto, oltre un mese prima dell’ iPhone 7, arrivato il 7 settembre. Eppure qualcosa non ha funzionato: la batteria, in determinate circostanze, potrebbe surriscaldarsi ed esplodere, come mostra un video di uno sfortunato acquirente che lo ha lasciato in carica la notte per ritrovarlo distrutto qualche ora dopo. Sono finora 35 i casi accertati, su circa 2,5 milioni di esemplari venduti in dieci Paesi: statisticamente non un dato rilevante ma sufficiente per indurre Samsung a una decisione drastica.

Così, il 2 settembre è arrivato lo stop alle vendite e il programma di sostituzione, ora il ritiro dal mercato. «Poiché la sicurezza dei clienti è una priorità assoluta abbiamo interrotto le vendite del Galaxy Note7. Siamo consapevoli che questo possa causare degli inconvenienti sul mercato, ma quest’azione è necessaria affinché possiamo continuare a garantire la distribuzione di prodotti di altissima qualità», recita la nota di Samsung. Koh Dong-jin, presidente della sezione mobile, ha spiegato che i clienti che hanno già comprato il dispositivo potranno cambiarlo con un altro smartphone o ottenere il rimborso. 

Le cause delle esplosioni non sono ancora chiare: la batteria è realizzata in proprio da Samsung e la tecnologia utilizzata non è diversa da quelle adottate su altri modelli dell’azienda. A essere interessato è però solo il nuovo Galaxy Note 7, e anzi solo alcuni degli apparecchi che montano una batteria di produzione coreana, mentre quelle di provenienza cinese dovrebbero essere sicure. Nell’incertezza, si sono mosse le autorità americane, che hanno invitato gli utenti a spegnere il Galaxy Note 7 e a non utilizzarlo o caricarlo in aereo durante il volo. Nei giorni successivi, diverse compagnie aeree di tutto il mondo hanno chiesto ai viaggiatori di non accendere lo smartphone a bordo o di lasciarlo all’interno dei bagagli registrati in stiva. Alcuni vettori hanno vietato del tutto la possibilità di imbarcare il telefono in aereo. 


Non è la prima volta che un grande dell’hi tech è costretto a ritirare dal mercato un prodotto: è successo ad esempio a Beats, con lo speaker Pill, sempre per problemi alla batteria, Fitbit ha dovuto cancellare il braccialetto fitness Force, che causava irritazioni alla pelle, Apple ha diverse volte sostituito a sue spese caricabatterie e batterie difettosi. Quello del Galaxy Note 7 rischia di diventare però il caso più grave, considerato il numero di apparecchi coinvolti, il potenziale pericolo e il prezzo del prodotto, in Italia poco meno di 900 euro. Per l’azienda è un colpo duro: il nuovo top di gamma con pennino e riconoscimento delle iridi è stato accolto come uno tra i migliori smartphone Android dell’anno, e arriva sulla scia di Galaxy S7 ed S7 Edge, che hanno risollevato i conti e l’immagine di Samsung.Dopo l’annuncio ufficiale del ritiro dal mercato del Galaxy Note 7, il titolo dell’azienda ha perso oltre il 7 per cento alla Borsa di Seul.Secondo prime stime la debacle del nuovo apparecchio potrebbe ridurre di un quinto l’utile trimestrale del gruppo. 

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