lunedì 12 settembre 2016

Scuola riprende ma è già caos tra polemiche e rivolta prof

Primo giorno di scuola in Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Per gli studenti della provincia di Bolzano la prima campanella è suonata lo scorso lunedì 5 settembre, mentre per il resto d’Italia, cancelli aperti tra il 14 e il 15 settembre. Non senza problemi: tra i ritardi della riforma delle Buona scuola, migliaia di docenti vincitori di concorso ma....
senza cattedra e gli istituti scolastici delle quattro regioni colpite dal terremoto del 24 agosto che ha devastato il Centro Italia che hanno ancora problemi di agibilità.

Mentre a Roma è giallo su uno sciopero indetto il 15 settembre, che ha scatenato il panico tra le famiglie, a Bergamo diventa un caso la decisione di una preside di scuola media di obbligare i genitori a presentarsi all’uscita ogni giorno. “L’anno scolastico si avvierà regolarmente con quel fisiologico periodo di assestamento delle criticità come è sempre stato”, si giustifica il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Ma quest’anno la situazione è un po’ più complessa. 


In migliaia hanno vinto il concorso superando commissioni e metà dei loro colleghi, ma non potranno accedere all’insegnamento perché per loro posto ancora non c’è. Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, spiega: “Mancano i posti liberi. Il Miur, infatti, non li ha accantonati e sono stati probabilmente utilizzati per tamponare il caos estivo sulla nuova mobilità su ambiti territoriali. Se la stessa situazione si ripeterà nel prossimo biennio, i vincitori del concorso perderanno l’immissione in ruolo”. In pratica, se non saranno assunti entro tre anni, dovranno tornare a concorso oppure desistere. 

Il ministro Giannini sabato ha rassicurato gli animi: “Sento parlare di concorso truffa, di vincitori che non saranno mai assunti, ma voglio rassicurare gli insegnanti che non sarà così”. L’assunzione, precisa la ministra, avverrà nell’arco dei tre anni di validità delle graduatorie di merito e avverrà regolarmente come previsto dalla Buona Scuola. 

Il paradosso della Buona Scuola è anche questo: a dispetto dei buoni propositi, anche quest’anno l’anno scolastico si avvia con una folta schiera di supplenti. Una cattedra su tre messa a concorso non verrà mai assegnata perché il numero di vincitori è inferiore a quello dei posti messi a bando.

Motorino, primi baci, scambio di confidenze o di consolazione per un brutto voto. Potrebbe non essere più così l’uscita da scuola per gli adolescenti che frequentano una media di Bergamo. La dirigente scolastica ha infatti deciso che i ragazzi, tra gli 11 e i 14 anni, quindi minorenni, dovranno essere prelevati dai genitori. Proprio come i loro fratellini delle elementari. Una disposizione che già sta facendo discutere. Contrarie e perplesse le famiglie, ma anche le istituzioni. “L’autonomia dei ragazzi è da favorire”, ha detto l’asre all’istruzione del comune Loredana Poli. 

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