venerdì 16 settembre 2016

Tenta di uccidere la moglie: la figlia le salva la vita, in carcere 43enne

«Se non sarai mia, non sarai di nessuno». La frase suona come una dichiarazione di intenti, quella di un marito che non accetta che la moglie abbia un altro uomo e le stringe le mani al collo. È successo in via Ferruccio dell’Orto, a Campagnola. Ora C.S., moldavo di 43 anni, è in carcere per tentato omicidio premeditato. La fortuna di questa donna è che la figlia di 20 anni sia arrivata in tempo, dopo aver.....
accompagnato il fratellino a scuola. Ha sentito le urla della mamma, dietro la porta di casa chiusa dall’interno. Ha gridato al padre di aprire, altrimenti si sarebbe buttata nella tromba delle scale. Lui ha girato la chiave. «È morta», le ha detto. La ragazza è corsa a soccorrerla, le ha praticato un massaggio cardiaco. La mamma era viva.


La prognosi è di venti giorni, ha i segni al collo e un trauma cranico, ma ha rischiato grosso. Il gip Bianca Maria Bianchi, infatti, ha tenuto in carcere il marito riconoscendo la premeditazione. Non c’è solo quella frase, riferita dalla vittima, alla base della contestazione del pm Antonio Pansa. Alla moglie, ma anche ai soccorritori del 118 e ai carabinieri, lui ha detto che stava pensando da tutta la notte a quello che poi ha fatto. 

Era appena rientrato dal turno di lavoro, alle 6. E quando i figli se ne sono andati, ha messo in pratica quello che per l’accusa era un suo pensiero fisso ma che lui nega. Interrogato dal gip, dice che non aveva pensato a nessun piano. È stato preso da un raptus, sostiene, all’idea che il matrimonio fosse finito. Sapeva che ormai lo era. Un mese fa marito e moglie si erano separati i comune accordo, ma avevano deciso di rimanere a vivere insieme per i figli, sopratutto il piccolo. Una settimana fa, però, in quello che sembrava un equilibrio è entrato un altro uomo. La moglie lo ha detto al marito, ma nulla aveva fatto pensare a una reazione così violenta. 

Nessun commento:

Posta un commento