mercoledì 19 ottobre 2016

Aeroporto: Finisce nel pantano il nuovo piano del rumore: “conflitto di competenze”

Da Roma è arrivato apposta un funzionario: Claudio Eminente, vicedirettore centrale della vigilanza tecnica dell’Enac. Si è alzato e ha detto: «Secondo il ministero dell’Ambiente la decisione sulla Valutazione ambientale strategica di Orio spetta alla Regione». Al che Monica Piccirillo, direttrice per la Lombardia dello stesso ente, ha estratto....
una lettera della Regione secondo la quale la competenza non è sua. E così si è di nuovo arenata la procedura sulla Vas e quindi sulla zonizzazione acustica. Lo strumento fondamentale per il piano di sviluppo dell’aeroporto, che definisce parametri e controlli dei livelli di rumore, manca da due anni per una lunga storia di ricorsi e sentenze. E mancherà ancora per un pezzo. Perché ora a Roma dovranno incontrarsi l’Enac e i ministeri di Ambiente e Trasporti per decidere chi è l’«autorità competente», cioè a chi spetta decidere.

Il balletto è andato in scena ieri sotto gli occhi sbigottiti dei sindaci della commissione aeroportuale, che si aspettavano finalmente una risposta certa su una questione che si trascina da tempo. «Questo rimpallo di competenze è sconfortante - riconosce il sindaco di Bergamo Giorgio Gori -. Ma ci sono anche aspetti positivi». Gori ha infatti incassato dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente la conferma che le nuove rotte proposte dal Comune di Bergamo porterebbero una riduzione del numero delle persone esposte a un frastuono sopra i 60 decibel: sarebbero per la precisione 3.170 in meno, di cui 2.988 a Bergamo, 135 ad Azzano, 7 a Bolgare, 129 a Orio (ma sarebbero 31 in più a Seriate, 54 a Grassobbio e 4 a Brusaporto). Anche se il numero complessivo degli esposti al rumore degli aerei salirebbe di 1.648. Ora la «volabilità» delle rotte sarà analizzata dall’Ente per l’assistenza al volo. Se la risposta sarà positiva, il 28 si potrebbe decidere di dare il via alla sperimentazione con le rotte attuali e quelle nuove. «Ma a me quei numeri non risultano», brontola Ermenegildo Epis, sindaco di Grassobbio. E in generale i suoi colleghi dei Comuni più piccoli sono molto poco contenti dell’esito della riunione. «Ci è stato anche detto che l’Enac potrebbe svolgere del lavoro propedeutico, ma non si capisce su che basi e perché non l’abbiano fatto prima - dice Alessandro Colletta, Orio -. Anzi, ci siamo sentiti dire che la colpa è nostra perché non avevamo consegnato del materiale». «C’è grande delusione - aggiunge Simona Pergreffi, Azzano -: dopo due anni siamo tornati al punto di prima». «Sembra quasi che volessero scaricare la colpa sui Comuni», protesta Valentina Carminati, assessore all’Ambiente di Bagnatica. «È una barzelletta - conclude Roberto Rossi, Brusaporto -. E poi io sono pronto a votare contro le rotte di Gori. In tutto sarebbero esposti al rumore 214 miei cittadini, che non valgono meno di quelli di Bergamo».

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