venerdì 14 ottobre 2016

Ecco quanto costerà il referendum agli italiani, "tra mance e promesse”

“Se il referendum passa, i 500 milioni risparmiati sui costi della politica pensate che bello metterli sul fondo della povertà, e darli ai nostri concittadini che non ce la fanno”,spiegava qualche tempo fa Matteo Renzi, parlando dei presunti vantaggi di una vittoria del Si al referendum del prossimo 4 dicembre. Ma al di là delle cifre che lancia il premier in piena campagna elettorale, secondo alcuni analistii “danni economici” del referendum saranno.....
ben più rilevanti. In base alla seconda audizione parlamentare del ministro Pier Carlo Padoan, infatti, si è evidenziato che la manovra prevede “coperture aggiuntive” per mezzo punto di Pil, vale a dire otto miliardi e mezzo di euro.

Di queste 5,8 miliardi in “aumenti permanenti di gettito” e 2,68 miliardi in altre entrate, ovvero la riedizione della voluntary disclosure e altre misure. Sarebbe più che un sospetto pensare che quelle coperture necessarie provengano da “mance e promesse” fatte dal governo Renzi in vista della campagna elettorale. Un miliardo delle nuove entrate si può escludere dal conteggio delle nuove tasse visto che si tratta di una partita di giro sugli incentivi alle imprese: diminuirà infatti la deduzione prevista dall’Ace, l’aiuto alle crescita economica, ma al contempo verrà stornate risorse all’Ire, la nuova imposta sul reddito delle imprese.


Tutto sembra ancora nebuloso, tranne la certezza che dalle tasche dei contribuenti italiani dovranno venire fuori quelle cifre e comunque per il futuro la situazione non sarà migliore: è previsto un maggiore gettito per il 2018 di 7,2 miliardi e di 4 miliardi per il 2019. In questo marasma di cifre, ancora confuse mentre il dibattito sembra già avviato, il governo Renzi avrebbe trovato un accordo con Abi e sindacati bancari per garantire un sostegno pubblico al Fondo esuberi dei bancari.

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