domenica 9 ottobre 2016

La tragedia del Vajont, 53 anni fa il disastro: 1.910 morti

L'anniversario della tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963 polarizza ancora una volta l'attenzione su Longarone. Luci alle finestre delle case, edifici pubblici bellunesi con un cero sui davanzali, un concorso per gli studenti delle scuole medie e superiore, come ogni anno, una celebrazione al cimitero monumentale di Fortogna. Oltre mezzo secolo non è bastato a guarire le ferite del Vajont. Cinquantatré anni dopo.....
l'enorme onda provocata dalla frana del monte Toc - con la colpevole complicità degli uomini - il dolore e la rabbia vivono ancora nei superstiti (meno di un centinaio) di quella strage:1.910 morti, 460 dei quali bambini sotto i 15 anni. 

Ma Longarone e la valle del Piave, fatta la tara del tempo trascorso, non sono più le stesse. Così come gli altri piccoli comuni sfregiati dal mostro d'acqua quel 9 ottobre 1963: Erto Casso, Castellavazzo sono divenuti paesi fantasma, pieni di finestre sbarrate. Longarone è stata rifatta a forza di cemento armato, sovradimensionata in alcune strutture. Del passato è rimasto in piedi il bel palazzo del municipio, il solitario campanile di Pirago e qualche casa a nord dell'abitato. I giovani, specie quelli nati da famiglie giunte qui dopo il disastro, con i benefici economici della ricostruzione, non sentono la presenza della diga. Vivono quasi con disagio il marchio del Vajont.

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