giovedì 27 ottobre 2016

L'Atalanta vola a Pescara 0-1 decide Caldara: il terremoto ferma la gara per 4 minuti

Il calcio si ferma all'Adriatico al 30’ del primo tempo alle 21.18. La terra trema per trenta secondi, due ore dopo una prima scossa avvertita in modo netto in tutto l’Abruzzo. Trema così forte, nel bel mezzo del primo tempo di Pescara-Atalanta, che il pubblico scatta in piedi verso le vie d’uscita e l’arbitro Guida è costretto a fermare la partita per 4’. Quando si riparte, una bomba d’acqua si abbatte su Pescara e si gioca fino all'intervallo sotto un diluvio mai visto.....
Scene da “Day after tomorrow”, altro che calcio. I giocatori in campo non hanno la percezione di quanto stia accadendo fino all'intervallo, ma nessuno guarda più verso il campo, tutti hanno il telefono all'orecchio, ma le linee telefoniche sono in tilt per diversi minuti. La paura rende surreale l’atmosfera. Steward, forze dell’ordine, mezzi di soccorso sono tutti in movimento a bordo campo per affrontare una possibile emergenza e un piano di evacuazione dell’impianto. Durante la pausa, la pioggia si ferma e la partita riprende. Si cerca un faticoso ritorno alla normalità, ma il pubblico è praticamente dimezzato.

Basta un calcio d’angolo all'Atalanta per fare il colpo e diventare la sorpresa della serie A dopo dieci giornate. Il Pescara, invece, sembra finito in un labirinto. Di paure, lacune, problemi fisici e incertezze. Oddo, contrariamente a quanto annunciato, cambia connotati al suo Pescara. C’è il riferimento al centro dell’attacco, Manaj, ma una sola spalla, Caprari. Si difende con cinque uomini (Zampano a destra si abbassa) e chiede a Brugman di fare la guardia restando a protezione della difesa e sulle tracce di Kurtic. Gasperini, sostituito da Gritti in panchina perché squalificato, approfitta invece del trend positivo e dell’infrasettimanale per dare una nuova chance a Paloschi. E’ l’ex Swansea l’osservato speciale della serata nerazzurra: missione fallita per l’attaccante. La prima palla gol della partita la confeziona un difensore, Zukanovic, dopo il 20’: sul cross di Dramè stacca in solitudine sul secondo palo e spreca malamente. In una partita vuota di contenuti, questo episodio suona come un sinistro avvertimento per Oddo. Al quarto d’ora della ripresa, infatti, sull’angolo di Freuler, Caldara salta indisturbato tra i difensori pescaresi e regala un inatteso vantaggio all’Atalanta. Oddo gioca la carta della disperazione, passando al tridente Pepe, Manaj, Caprari. L’ansia di non farcela, però, è l’avversario peggiore. Tanto che, al 94’, il Pescara tornerà negli spogliatoi bagnato fradicio e senza aver mai tirato verso la porta di Berisha, che può riporre i guanti nel borsone illibati. Doveva essere la notte della svolta, è stata una notte che neanche i più pessimisti avrebbero potuto prevedere.

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