martedì 18 ottobre 2016

Lione-Juventus 0-1 Super Buffon e Cuadrado sbancano in Francia

Nello stadio che ha colorato l’Europeo di Antonio Conte, il suo successore Massimiliano Allegri allunga le mani sugli ottavi di finale della Champions League. Non è la Juve più bella, ma ancora una volta è pratica, cinica, letale. Buffon è l’eroe che la tiene in piedi nel momento più difficile. Decisivo tre volte, forse quattro considerando la parata finale su Gonalons. Così il portierone.....
risponde alle critiche che lo avevano investito con la forza di un tir dopo la Nazionale e la partita di sabato contro l’Udinese: Gigi vola sul rigore di Lacazette nel primo tempo, nega un gol quasi d’istinto a Fekir a inizio ripresa, cancella l’urlo del Parc Olimpique sul colpo di testa di Tolisso. Il resto lo fa Cuadrado. La mossa vincente di Allegri. Con la Juve in dieci per l’espulsione di Lemina al 9’ della ripresa, l’allenatore sceglie il colombiano che lo premia con l’acuto da tre punti: fuga, finta, dribbling e tiro sul primo palo che sorprende Lopes.
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Il gioco è fatto. La Juve è prima nel girone e ha 4 punti di vantaggio sul Lione con la possibilità di chiudere il discorso allo Stadium tra 15 giorni. Il risultato è la cosa migliore della serata. La Juve è la stessa dell’ultimo periodo in campionato: non incanta ma ottiene ciò che vuole.

Allegri sceglie Evra nella difesa a tre, segno che Chiellini non recupera per il Milan mentre Lemina scalza Hernanes in mezzo al campo: meno geometrie più fisicità. La Signora controlla il gioco e cerca il varco giusto, ma lo fa a velocità ridotta, senza alzare mai il ritmo, senza verticalizzazioni, abbandonata dai suoi talentuosi giocatori: Khedira non va, Pjanic passeggia, Lemina è bravo soltanto a distruggere le ripartanze degli avversari. Così la Juve fatica e il possesso palla (61 per cento all’intervallo) non basta. Il Lione è povero. Come aveva annunciato il suo allenatore Genesio gioca per non prenderle, con Rafael e Morel così bassi da trasformare il 3-5-2 in un 5-3-2. Lacazette il più atteso e temuto si fa stregare da Buffon nell’occasione del rigore, che potrebbe cambiare la serata dell’Olympique. La Juve è quasi tutta nella rabbia, a volte scomposta, ma efficace di Higuain: il Pipita ci prova di testa e di piede, ma trova sempre Lopes sulla sua strada.

Allegri, per tentare di dare una sterzata alla partita, avanza Pjanic sulla linea di Dybala in una sorta di 3-4-2-1. Ma Lemina rovina i piani del tecnico: il francese, già ammonito, entra da dietro su Fekir e lascia la Juve in dieci. Così mentre il Parc Olimpique diventa un’arena e dalla curva del Lione piove di tutto verso Dybala, la Juve prova a uscire dai guai con il 4-3-2. La mossa decisiva è Cuadrado. Allegri lo inserisce proprio al posto dello spento di Dybala con l’intenzione di accendere il contropiede e nel giro di sette minuti il colombiano risolve una partita complicatissima. Il finale del Lione. Un assalto disperato. Ma c’è Buffon (su Gonalons) a proteggere una vittoria che profuma di impresa. Gli ottavi sono dietro l’angolo. Tra due settimane allo Stadium il match-ball.

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