venerdì 4 novembre 2016

Cavalcavia crollato sulla Milano-Lecco, avviso di garanzia per 3 ingegneri di Anas e Provincia

Che sarebbero arrivati, era scontato. I tempi dovevano essere brevi ma la scelta della Procura di Lecco - accelerare il più possibile per arrivare a attribuire le responsabilità di un incidente assurdo - non era altrettanto scontata. E invece nel registro degli indagati per il crollo del cavalcavia di Annone - collassato alle 17.20 di venerdì 28 ottobre, sulla corsia nord della Superstrada 36, al passaggio di un Tir di oltre 108 tonnellate che ha causato.....
la morte del 68enne Claudio Bertini - sono stati iscritti i primi nomi. Tre, per ora. Tre ingegneri. A. V, 50 anni di Lecco, dipendente dell'amministrazione provinciale (dirigente viabilità e infrastrutture), il suo vice A. S., 35 anni, di Oggiono, responsabile del servizio concessioni e reti stradali; e G. S., 56enne, dipendente dell'Anas: il tecnico che stava arrivando sul posto per un sopralluogo dopo la segnalata (dal capocantoniere Tindaro Sauta) caduta di cacinacci dal ponte poi crollato. I tre sono indagati per il reato di omicidio colposo e disastro colposo. Da quanto trapela dagli uffici della Procura, è probabile che nelle prossime ore altre persone possano essere chiamate in causa per l'accaduto e per la mancata chiusura del ponte e della Superstrada dopo che - tre ore prima del crollo - erano stati segnalati, appunto, problemi legati a segnali di cedimento. Su chi altri si stiano concentrando i magistrati inquirenti - il procuratore capo Antonio Chiappani e il pm Nicola Preteroti - non è ancora dato sapere: ma le indagini potrebbero puntare sull'intera catena di comando - Anas e Provincia di Lecco - dalla quale dipendono la gestione e la manutenzione sia della strada Statale 36, compreso il cavalcavia della morte crollato a Annone Brianza, sia sulla strada Provinciale 49, la sopraelevata che passa sul ponte.



Che cosa non ha funzionato nelle ore precedenti al crollo? Di che tenore sono state le comunicazioni tra Anas e Provincia? E' vero - come riferito dal capo cantoniere Sauta - che l'allarme lanciato con richiesta di chiusura immediata del ponte è stato sottovalutato dal settore viabilità della Provincia? Il rimpallo delle responsabilità era iniziata da subito, nelle ore seguite al crollo. Ora a fare chiarezza saranno i magistrati. E non è escluso che le attenzioni della Procura possano soffermarsi anche su alcuni amministratori pubblici (non trovano conferma le indiscrezioni che rigurdano il sindaco di Annone Brianza). Oltre al giallo degli allarmi, al centro dei dubbi degli investigatori - l'inchiesta è affidata alla squadra mobile di Lecco - ci sono le autorizzazioni del tir della Nicoli spa che trasportava un carico enorme di bobine di acciaio: una massa di 108 tonnellate che ha provocato il crollo del cavalcavia.

Chi ha autorizzato il tir a transitare sul ponte? Solo per un miracolo l'incidente ha provocato una sola vittima: il dirigente sportivo Bertini di Civate. Veri superstiti sono stati Roberto Colombo, pure lui schiacciato sotto il peso della campata sbricolatasi
 ma uscito illeso dalla sua Fiat Punto rossa, lo stesso autista della Nicoli di Bergamo precipitato con il suo 'bisonte' e la famiglia di Gaetano Femiano, che insieme alla moglie, alla figlia e al cagnolino sono volati giù dal ponte a bordo della loro Golf plus appoggiatasi alla spalla del cavalcavia verso Annone.

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