giovedì 10 novembre 2016

Perché il governo “regala” permessi di soggiorno, tutti ne hanno diritto?

In Italia i migranti arrivano in massa perché il primo Paese di frontiera insieme alla Grecia. Ma forse anche perché secondo alcuni osservatori e alcune fonti abbiamo il governo che elargisce più facilmente permessi di soggiorno speciali. Sulle nostre coste negli ultimi tre anni sono sbarcati più di 454mila immigrati. Evidentemente non tutti fuggivano da guerre e non tutti avevano diritto.....
a vedersi riconosciuto lo status di rifugiati politici. Le Commissioni territoriali dovrebbero decidere chi ha diritto all’accoglienza e chi no ascoltando le singole storie raccontate dai migranti ed emettendo poi una specie di sentenza. Però, come spesso capita da noi, esiste una scappatoia, una terza via dove dovrebbero essercene solo due. Infatti la legge prevede che le questure possano concedere un permesso speciale di “protezione umanitaria” a chi non ottiene asilo politico ad un primo esame. In sostanza si dà la possibilità al migrante non riconosciuto rifugiato di stare due anni nel nostro territorio con possibilità di lavorare e curarsi negli ospedali italiani.

La norma dovrebbe essere applicata solo quando sussistono “gravi motivi di carattere umanitario a carico del richiedente”, ma nella realtà dei fatti dipendendo totalmente dalla discrezionalità dei commissari spesso viene utilizzata anche quando non ce ne sono le condizioni. In base ad alcune fonti di prefettura riportate da Il Giornale pare che l’Italia faccia un uso massiccio di questi permessi di soggiorno speciali e i dati sembrano confermare questa tendenza: nel 2014 delle 36.270 domande d’asilo valutate dalle Commissioni, solo 22mila hanno ottenuto una qualche forma di protezione. Di queste, il 45,5% lo ha fatto grazie all’uso di questa norma. 

Nel 2015 è schizzato a 53,3%, mentre nel 2016 la percentuale supera il 50%. Ovvero 15mila protezioni umanitarie su un totale di 29mila risposte positive. In sostanza sommando le richieste di asilo rigettate in tre anni (circa 100mila) e quelle accolte nel modo descritto sopra (41mila), risulta che il 76% degli immigrati sbarcati in Italia non sono tecnicamente profughi e in qualsiasi altro Paese europeo sarebbero considerati clandestini.

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