mercoledì 23 novembre 2016

Vendeva auto inesistenti su internet: Truffa da 50 mila euro, denunciato

Identificato e denunciato un uomo che truffava acquirenti di auto su internet. L’uomo, che in pochi giorni era riuscito a racimolare circa 50 mila euro, è stato identificato dal personale dal Commissariato di Treviglio, diretto da Angelo Lino Murtas. E ora continua l’attività della Polizia di Stato per identificare non solo gli autori, ma anche le vittime, spesso ignare del fatto che......
qualcuno aveva provveduto a prelevare il loro denaro. Il meccanismo della truffa era piuttosto complesso. L’uomo fotografava una macchina molto appetibile all’insaputa del proprietario, clonando i documenti e stampandoli come fossero gli originali. Poi metteva un annuncio di vendita dell’auto su siti internet ignari della truffa. E quando un visitatore del sito era interessato, le trattative passavano alle mail, alle foto e ai messaggi, nonché alle telefonate, fornendo anche le immagini dei documenti del mezzo che, logicamente, non risultava rubato. Se il cliente (a volte anche commerciante di auto) era disponibile all’acquisto, l’uomo gli chiedeva di dimostrare di possedere i soldi, pretendendo di fare un assegno circolare in banca e di inviarne in copia via mail. 

Dopo aver ricevuto la fotografia dell’assegno circolare, il truffatore lo clonava, creandone uno cartaceo perfettamente identico. Rapidamente versava l’assegno circolare clonato (che traeva in inganno anche gli impiegati della banca, in quanto risultava effettivamente emesso) su un conto corrente reale e iniziava a prelevare gli importi con i bancomat o facendo bonifici, fino a svuotare totalmente il conto. Dopo alcuni giorni gli acquirenti, stanchi di non ottenere la conclusione della compravendita che veniva sempre rinviata con le scuse più disparate, si recavano in banca con l’assegno circolare tenuto sempre nel loro portafoglio. Depositato in banca l’assegno per riavere il denaro, risultava però già riscosso. Gli acquirenti, non solo non avevano ricevuto nessuna autovettura, ma scoprivano di aver perso anche tutto il denaro solo per aver intavolato una trattativa non andata a buon fine.

«Questa tecnica — fa sapere il Commissariato — risulta essere stata adottata varie volte nell’ultimo periodo, ma in particolare su due casi le indagini, integrate anche dalla visione dei filmati delle telecamere dei bancomat, hanno permesso di identificare l’autore in I.M., 30enne, residente a Treviglio, già responsabile di fatti simili, che è stato deferito all’autorità giudiziaria. Il consiglio della Polizia di Stato è quello di non inviare mai immagini dei propri assegni in quanto facilmente clonabili.

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