venerdì 4 novembre 2016

Venti metri di rete per cacciare uccelli "di frodo": Nei guai un 55enne

Il fatto è accaduto in località Valle del Fico nel territorio comunale di Chiuduno dove una pattuglia della Forestale stava svolgendo un controllo del territorio nell’ambito dell’attività antibracconaggio coordinato dal Comando provinciale. A poca distanza dalla strada di accesso alla località, il canto degli uccelli utilizzati come richiami vivi racchiusi in gabbie ha attirato l’attenzione della pattuglia che, nei pressi di.....
una zona boscosa, ha rinvenuto una rete per uccellagione disposta in orizzontale della lunghezza di 20 metri per 2 metri di altezza e ben mimetizzata nel fitto sottobosco.

Dopo un breve periodo di appostamento i forestali hanno bloccato la persona denunciata e da un controllo effettuato hanno rinvenuto impigliati nella stessa una quindicina di esemplari vivi di avifauna (merli, pettirossi, passere scopaiole, tordi bottacci) che, dopo il sequestro della rete, sono stati liberati perché ritenuti in buone condizioni ed idonei a ritornare in natura. I forestali hanno anche rinvenuto in 10 gabbie non opportunamente dimensionate e sporche 14 esemplari (pettirossi e passere scopaiole) di fauna protetta dalla Convenzione di Berna, privi di anello di identificazione, liberata sul posto.

Un 55enne residente a Castelli Calepio è stato denunciato all’Autorità giudiziaria, perché colto in flagranza di reato a Chiuduno dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Trescore Balneario: l’uomo stava verificando l’esito dell’attività di uccellagione, vietata dalla legge.

Nella successiva perquisizione presso il domicilio la Forestale ha anche rinvenuto e sequestrato altre 6 reti per uccellagione di varie dimensioni utilizzate di recente, nonché 18 fucili di diverso calibro risultati regolarmente detenuti. 

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