lunedì 19 dicembre 2016

Bufera sul ministro Poletti sui giovani allʼestero: "Non sono più tra i piedi"

E' polemica politica in seguito a una frase di Giuliano Poletti, ministro del Lavorodel governo Gentiloni, sulla 'fuga' dei giovani all'estero in cerca di un'occupazione. Se in 100mila sono 'scappati' dall’Italia, per Poletti "non è che qui sono rimasti 60 milioni di 'pistola'. Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perchè sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi"......
Il ministro, sentendosi frainteso, fa poi marcia indietro: "Mi sono espresso male, e me ne scuso". Poletti spiega infatti che "non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri. Ritengo, invece, che è utile che i nostri giovani possano fare esperienze all'estero, ma che dobbiamo dare loro l'opportunità tornare nel nostro paese e di poter esprimere qui le loro capacità e le loro energie".

Gli esponenti delle minoranze: "Se ne vada lui, non i giovani" - Sono duri i commenti politici sulle frasi del ministro Poletti. Luigi di Maio (M5s) scrive su Twitter: "Giovani umiliati da voucher e insultati da Poletti. Vada via lui, non i giovani". Gli fa eco Stefano Fassina (Sinistra Italiana): "E' vergognoso il giudizio del ministro sui ragazzi e le ragazze che sono costrette a lasciare l'Italia del 'Jobs Act' per trovare un lavoro adeguato e dignitoso. Dopo aver giustificato le elezioni anticipate per evitare i referendum sociali, ora un altro, grave segno di insensibilità democratica e sociale. E' ora che lasci il suo incarico".

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