giovedì 8 dicembre 2016

Calcio, Scoperta casa d’appuntamenti: Ventenni segregate

Le tenevano segregate in casa e le costringevano a soddisfare ogni tipo di richiesta dei clienti, in qualsiasi ora e a qualsiasi condizione. C’è voluto un intervento a tappeto dei carabinieri per liberare una decina di giovani cinesi che venivano sfruttate in un circuito di venti case d’appuntamento in nove province. All’alba di martedi 6 dicembre i militari di Treviglio hanno fatto irruzione in un appartamento di un vicolo affacciato su via Papa Giovanni, a Calcio. Da tempo.....
era stato notato un andirivieni sospetto, tanto che un mese fa lo stesso Comune aveva presentato una segnalazione ai carabinieri. Senza sapere che la Compagnia di Mestre già dal luglio 2015 stava tenendo d’occhio la rete a luci rosse creata da quattro donne cinesi e dai loro conviventi italiani.

Le loro vittime venivano attirate in Italia con la promessa di un lavoro ma poi venivano costrette a prostituirsi e a subire anche rapporti non protetti o con più uomini contemporaneamente, a ogni ora del giorno e della notte. Le sfruttatrici contrattavano la prestazione e intascavano il denaro. Che era tanto: ogni casa incassava in media 5 mila euro al giorno e fino a 150 mila al mese (tanto che ieri sono stati sequestrati beni per un milione). Il denaro veniva reinvestito in Italia, per non generare sospetti con versamenti troppo ingenti all’estero. Le quattro capobanda ritiravano il denaro spostandosi da una provincia all’altra sui treni ad alta velocità (da qui il nome «Freccia Gialla» per l’operazione dei carabinieri), mentre i loro uomini italiani reclutavano nuove vittime, cercavano appartamenti e pubblicavano annunci sui giornali e su siti internet specializzati.

Alle ragazze non veniva mai consentito di uscire di casa nemmeno per fare piccoli acquisti o per visite mediche: vedevano la luce del sole soltanto quando venivano a rotazione spostate da un luogo all’altro. A volte c’erano case (è successo a Zogno) che venivano aperte e chiuse nel giro di pochi mesi. Altre erano mascherate da centro estetico dove si facevano anche iniezioni di botulino e da Bed & Breakfast: entrambi senza autorizzazione.


Dopo intercettazioni e appostamenti, ieri i carabinieri sono entrati in azione. A Calcio hanno trovato una sola ragazza (le altre erano appena state spostate e quelle nuove non erano ancora arrivate) con la donna che gestiva la casa: Qin Xiuxia, 44 anni, è una delle sette persone finite in manette, ed è in carcere a Bergamo accusata di sfruttamento e induzione alla prostituzione, e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’appartamento (nel quale sono state trovate diverse migliaia di euro) è stato posto sotto sequestro e il suo proprietario indagato per favoreggiamento. Perquisite altre due abitazioni, a Calcio e Romano.

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