lunedì 12 dicembre 2016

Fatture false per 340mila euro tra Grumello e Reggio Emilia: 2 indagati

Avrebbero stilato fatture per operazioni fittizie per un valore pari a oltre 340mila euro. Per questo motivo R.S., 65 anni e M.V. di 46, residenti in provincia di Reggio Emilia, sono indagati dalla procura di Bergamo. Come riporta la Gazzetta di Reggio si tratta di un’indagine che rientra nell'operazione denominata “Serial withdrawal”, condotta dalle Fiamme gialle di Sarnico, che la scorsa estate ha già portato......
all’iscrizione nel registro degli indagati per il 57enne guastallese, M.B., ex assessore del Comune di Guastalla ed ex avvocato. In questi mesi gli investigatori hanno passato al setaccio fatture e libri contabili. È così che sono arrivati alla società con sede a Novellara, di cui R.S. è amministratore e legale rappresentante mentre M.V. amministratore.

Proprio in questi giorni, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bergamo Ciro Iacomino ha firmato il decreto di sequestro preventivo per equivalente dopo la richiesta del pubblico ministero per un importo pari a 343.055,48 euro per i due reggiani e a 33.588,13 per R.Z. di Clusone.

Per S. e V. ci sono alcune fatture che documenterebbero la relazione con una società con sede a Grumello del Monte che opera nel settore del commercio all'ingrosso di minerali metalliferi e di metalli ferrosi finita già dal novembre 2014 sotto la lente delle Fiamme gialle della Brigata di Sarnico per una verifica fiscale e per una presunta frode fiscale.

Secondo gli investigatori bergamaschi, le carte documenterebbero trasporti mai effettuati per la società reggiana. Così come sarebbero risultati falsi i certificati di origine dell’acciaio formalmente trasferito dalla società bergamasca a quella reggiana.

Ma durante gli accertamenti eseguiti nei confronti della società reggiana per conto dei colleghi di Bergamo, la Guardia di finanza di Guastalla – stando al decreto di sequestro – ha individuato ulteriori fatture passive relative al 2015 emesse da Cmz Europe Srl, società amministrata da Zorzi con sede a Bergamo, ancora relative a operazioni inesistenti. Società quest’ultima che, secondo quanto scrive il gip, avrebbe avuto vita così breve da legittimare di ritenere la sua esistenza come legata esclusivamente all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Tanto è bastato al gip per dare l’ok al sequestro di beni, mobili e immobili, nella disponibilità degli indagati. I quali ora potranno fare ricorso contro il provvedimento, eseguito dalle Fiamme gialle proprio in questi giorni.

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