martedì 17 gennaio 2017

Atalanta, alla caccia di un centrocampista: rebus sul mercato

La "domenica bestiale" di Gian Piero Gasperini all’Olimpico è cominciata con l’espulsione e gli insulti coloriti a quarto uomo e arbitro - intercettati dalle telecamere e probabilmente dagli ispettori della Procura federale - che gli potrebbero costare fino a tre gare di stop per squalifica. A proposito, oggi è prevista la decisione del giudice sportivo e vedremo se il tecnico nerazzurro riceverà lo stesso trattamento......
dell’allenatore juventino Max Allegri (insulti analoghi al quarto uomo durante la sfida contro la Fiorentina intercettati anche qui dalle tv) e se Tosel calcherà maggiormente la mano rispetto a quanto fatto con Sarri che fermò per due partite, un anno fa, per le offese omofobe a Mancini, allora tecnico dell’Inter.

La giornata è proseguita con la rimonta subita da una Lazio aiutata dall’uscita kamikaze di Berisha e dal sonno di Zukanovic e si ricorderà anche per l’appello del Gasp alla società: «Obiettivi? Dipende dalle scelte di mercato del club, fino a ora svolto soltanto in uscita. Se continua la linea politica di lanciare giovani, senza puntare su giocatori già costruiti, faremo un campionato più tranquillo». Tradotto: se mi vendete Gagliardini e avete intenzione anche di far partire qualcun altro (Conti? Kessie?) da qui a fine gennaio, per giunta senza rinforzare la rosa, allora scordatevi l’Europa. Come dare torto a Gasperini che un miracolo, per rimanere in scia dell’Europa, l’ha già compiuto. Chiedergliene un altro per centrare la qualificazione, con una rosa qualitativamente ridotta, risulterebbe quasi blasfemo.

Già, ma di cosa ha bisogno l’uomo di Grugliasco per continuare a cavalcare l’onda di alta classifica? L’emergenza è a centrocampo. La partenza di Gagliardini, la «delicatezza» di Konko (sostituito nel primo tempo per un guaio al polpaccio, il terzo infortunio in quattro mesi), la scarsa considerazione di Grassi (a Roma è partito dalla panchina e in stagione ha giocato la miseria di 7 partite, mai per 90 minuti) e l’assenza di Kessie (impegnato in Coppa d’Africa, ieri ha pareggiato con la sua Costa d’Avorio 0-0 contro il Togo) sguarniscono e non di poco il reparto.

Nelle altre zone i rinforzi riguardano i rincalzi. Come quelli in fascia di Conti e Spinazzola o di Petagna, ad esempio. La presenza dell’attaccante è fondamentale per la squadra. Il scuola Milan difende palla, pascola con la sfera in mezzo ai piedi e dà ossigeno alla manovra orobica. Non esiste nessun altro con le sue caratteristiche in rosa e, probabilmente, esistono pochi giocatori in grado di fare il suo (sporco ma utile) lavoro. Stesso discorso per Gomez che a Roma è stato costretto a giocare con un ginocchio ballerino che lo mette in dubbio per domenica. L’imprevedibilità e la tecnica del Papu è l’arma principale dell’Atalanta e, di conseguenza, la sua debolezza quando manca. Puntare su Cabezas, comunque impegnato nel Sudamericano under 20 con il suo Ecuador per almeno altre due settimane? Dura, visto che il Gasp non gli ha mai concesso un minuto.

Fonte: bergamo.corriere.it

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