giovedì 19 gennaio 2017

Il peperoncino allunga la vita

Lunga vita agli amanti del peperoncino: il consumo regolare di questa spezia riduce il rischio di infarti e ictus facendo calare la mortalità del 13%. Lo dimostra un ampio studio dell'Università del Vermont, pubblicato su Plos One. Un elisir di giovinezza. Il peperoncino è sempre stato molto apprezzato fin dall'antichità, non solo per il suo sapore piccante, ma anche per le sue proprietà benefiche.

Finora soltanto uno studio cinese, pubblicato nel 2015, ha provato a verificare se l'uso di questa spezia condizionasse in qualche modo il tasso di mortalità, scoprendone le virtù da vero e proprio elisir di lunga vita.

Meno infarti e ictus letali: Seguendo questo stesso filone di ricerca, gli esperti statunitensi hanno analizzato i dati relativi ad oltre 16.000 persone, le cui condizioni di salute sono state monitorate per circa 20 anni nell'ambito della National Health and Nutritional Examination Survey III. Mettendo in relazione le abitudini alimentari con i dati clinici e le varie cause di morte, è emerso che infarti e ictus fanno meno vittime tra gli amanti del peperoncino, il cui rischio di morte complessivo risulta più basso del 13%.

Il segreto è ancora da scoprire: «Sebbene non sia ancora chiaro il meccanismo con cui il peperoncino riduce la mortalità – sottolineano gli autori dello studio – pensiamo che questo effetto benefico possa essere in parte dovuto ai cosiddetticanali TRP delle cellule, ovvero i recettori principali a cui si legano le sostanze piccanti come la capsaicina, che è il principio attivo del peperoncino».

Merito della capsaicina: Proprio la capsaicina potrebbe infatti giocare un ruolo centrale nei meccanismi molecolari e cellulari che prevengono l'obesità e modulano il flusso sanguigno nelle coronarie; inoltre, potrebbe avere proprietà antimicrobiche capaci di influenzare indirettamente anche la flora batterica intestinale.


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