venerdì 6 gennaio 2017

Inchiesta appalti:“Il sindaco di Terni è indagato”

Il sindaco Di Girolamo sarebbe indagato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti che ha portato all’emissione di 16 avvisi di garanzia. Lo rivela il quotidiano “La Verità” di Maurizio Belpietro secondo cui “Di Girolamo è indagato pur non avendo ricevuto alcuna informazione di garanzia, assieme ad altre 16 persone i cui nomi stati resi noti subito dopo il blitz di polizia e guardia di finanza.....
del 17 novembre scorso al palazzo comunale di Terni”. Associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, sono le principali ipotesi di reato sulle quali indaga la Procura. Di Girolamo nei giorni scorsi ha confermato di non sapere di essere indagato, di non aver ricevuto avvisi di garanzia né di aver avuto perquisizioni o sequestri.

In sostanza dunque, il primo cittadino potrebbe essere indagato pur non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia. In realtà, secondo quanto è dato sapere fino ad ora, a marzo ci sarebbe stata la richiesta da arte della questura alla procura di Terni di poter indagare su alcune persone tra cui il sindaco senza che lui fosse mai a conoscenza della cosa.

Sulla questione torna alla carica oggi il Movimento 5 Stelle che già nei giorni scorsi aveva sollevato la questione invocando le dimissioni del sindaco. “Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle, venerdì 2 dicembre aveva formalizzato via pec una richiesta di un consiglio straordinario urgente, proprio per avere chiarimenti da parte del Sindaco Di Girolamo circa la sua posizione relativamente alle indagini, soprattutto rispetto ad un suo eventuale coinvolgimento – ricordano oggi i cinque consiglieri comunali pentastellati – Il sindaco dopo aver sommariamente negato, ha dichiarato di non aver ricevuto avvisi di garanzia in merito. 

Oggi a seguito delle nuove indiscrezioni di stampa, si riafferma con maggiore urgenza il bisogno di spazzare via ogni ombra sul pericoloso binomio politica-affari su cui stanno indagando gli inquirenti, mostrando il certificato di cui all’art. 335 del codice di procedura penale, che potrebbe riportare l’eventuale iscrizione nel registro degli indagati. Un primo gesto di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini”.

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