mercoledì 18 gennaio 2017

Omicidio di Daniela Roveri, test Dna sui residenti a Colognola

Il punto di non ritorno è che a commettere gli omicidi di Seriate e Colognola non è stata la stessa mano. Sgomberato il campo dall’ipotesi serial killer, frutto più che altro di suggestioni e di comparazioni, dagli accertamenti autoptici è emerso che il delitto di Colognola è stato più efferato di quello di Seriate. Chi ha ucciso Daniela Roveri, 48 anni, dirigente d’azienda alla Icra Italia di San Paolo d’Argon, ha utilizzato......
una coltello importante visto che il fendente ha inciso un taglio orizzontale e profondo al punto da lesionare la vertebra. Sul fronte delle indagini, nelle prossime settimane il Dna isolato sul capello repertato nella mano della manager verrà confrontato con i profili genetici di chi è intervenuto la sera del 20 dicembre sulla scena del delitto e con quello dei degli inquilini del condominio di via Keplero, dove la donna abitava con la madre e dove è stata uccisa. Per questo motivo saranno prelevati i tamponi salivari ai vicini per poter fare un confronto. Parallelamente gli uomini della Squadra mobile della questura di Bergamo effettueranno ulteriori e più approfonditi accertamenti sui conti bancari riconducibili alla Roveri (fino ad ora non è emerso nulla di anomalo, così come dalla vita privata di questa 48enne, tutta casa e lavoro, appassionata di viaggi che organizzava con sua mamma). Inoltre gli investigatori sentiranno nuovamente i colleghi di lavoro di Daniela, e la stessa ditta di San Paolo d’Argon verrà a sua volta “vivisezionata” con controlli mirati alla ricerca di qualche possibile indizio che apra nuovi spiragli nelle indagini e possa mettere gli inquirenti sulla strada giusta.


Anche perché a inquietare chi indaga sembra essere la presunta assenza di possibili moventi: la pista passionale non avrebbe fornito, al momento indicazioni. Il fronte lavorativo nemmeno. 

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