giovedì 9 febbraio 2017

Il Papa: "In Vaticano la corruzione esiste, ma io vivo in pace e prego"

"C'è corruzione in Vaticano. Ma io sono in pace", "non prendo pastiglie tranquillanti. Gli italiani danno un bel consiglio: per vivere in pace ci vuole un sano menefreghismo". Lo ha detto Papa Francesco, intervistato dal direttore de 'La Civiltà Cattolica', padre Antonio Spadaro, per il numero 4mila del periodico dei gesuiti. Il Pontefice ha spiegato che nelle congregazioni generali "tutti volevano le riforme".
"Io non ho problemi - ha raccontato il Santo Padre - nel dire che questa che sto vivendo è un'esperienza completamente nuova per me. A Buenos Aires ero più ansioso, lo ammetto. Mi sentivo più teso e preoccupato. Ho avuto un'esperienza molto particolare di pace profonda dal momento che sono stato eletto. E non mi lascia più. Vivo in pace".

Sulla rivista il colloquio di Francesco con i religiosi - Civiltà cattolica ha pubblicato il resoconto dell'incontro a porte chiuse tra Papa Francesco e 140 superiori generali di ordini e congregazioni religiose maschili, riuniti al termine della loro 88esima assemblea general, il 25 novembre in Vaticano.

L'elezione del 13 marzo 2013 - Così il Papa ricorda l'esito del conclave per la successione a Benedetto XVI: "Per il conclave, mi dicono che nelle scommesse a Londra ero nel numero 42 o 46. Io non lo prevedevo affatto. Ho pure lasciato l'omelia pronta per il Giovedì santo. Nei giornali si diceva che ero un king maker, ma non il Papa".
"Al momento dell'elezione io ho detto semplicemente: 'Signore, andiamo avanti!'. Ho sentito pace, e quella pace non se n'è andata. Nelle Congregazioni generali si parlava dei problemi del Vaticano, si parlava di riforme. Tutti le volevano. C'è corruzione in Vaticano. Ma io sono in pace. Se c'è un problema, io scrivo un biglietto a san Giuseppe e lo metto sotto una statuetta che ho in camera mia. È la statua di san Giuseppe che dorme. E ormai lui dorme sotto un materasso di biglietti! Per questo io dormo bene: è una grazia di Dio".

Papa Francesco riprende dicendo: "Dormo sempre sei ore. E prego. Prego a mio modo. Il breviario mi piace tanto e mai lo lascio. La Messa tutti i giorni. Il rosario…. Quando prego, prendo sempre la Bibbia. E la pace cresce. Non so se questo è il segreto... La mia pace è un regalo del Signore. Che non me la tolga! Credo che ciascuno debba trovare la radice dell'elezione che il Signore ha fatto su di lui. Del resto, perdere la pace non aiuta affatto a soffrire. I superiori devono imparare a soffrire, ma a soffrire come un papà. E anche a soffrire con molta umiltà. Per questa strada si può andare dalla croce alla pace. Ma mai lavarsi le mani dai problemi! Sì, nella Chiesa ci sono i Ponzio Pilato che se ne lavano le mani per stare tranquilli. Ma un superiore che se ne lava le mani non è padre e non aiuta".

"Gli abusi sessuali? Una malattia" - Il Papa affronta poi il problema degli abusi sessuali dicendo: "Parliamoci chiaro, è una malattia. Se non siamo convinti che questa è una malattia, non si potrà risolvere bene il problema. Quindi, attenzione a ricevere in formazione candidati alla vita religiosa senza accertarsi bene della loro adeguata maturità affettiva. Per esempio: mai ricevere nella vita religiosa o in una diocesi candidati che sono stati respinti da un altro seminario o istituto senza chiedere informazioni molto chiare e dettagliate sulle motivazioni dell'allontanamento".


E spiega: "Pare che su 4 persone che abusano, 2 siano state abusate a loro volta. Si semina l'abuso nel futuro: è devastante. Se sono coinvolti preti o religiosi, è chiaro che è in azione la presenza del diavolo che rovina l'opera di Gesù tramite colui che doveva annunciare Gesù".

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