mercoledì 1 febbraio 2017

Vendetta a Vasto, uccide dopo mesi l'uomo che investì la moglie

Si è costituito ai carabinieri Fabio Di Lello, che era ricercato per l'omicidio commesso oggi a Vasto. Prima di consegnarsi alle forze dell'ordine avrebbe chiamato un amico dicendogli che aveva ucciso l'assassino di sua moglie, Italo D'Elisa, annunciandogli che si stava recando al cimitero per salutare la sua Roberta. Avrebbe chiamato il suo avvocato, Giovanni Cerella, indicandogli dove si trovava in quel momento.
 I primi a giungere sulla tomba di Roberta Smargiassi sono stati i carabinieri della locale compagnia che hanno rinvenuto però solo l'arma custodita in una busta di plastica trasparente. Poco dopo, accompagnato dal suo avvocato, Di Lello si sarebbe costituito ai carabinieri. Intanto la scientifica sta procedendo con i rilievi ed è giunto anche il procuratore capo della Repubblica Giampiero Di Florio. 

Fabio Di Lello e la Moglie Roberta

I carabinieri avevano ritrovato una pistola semiautomatica in una busta di plastica lasciata sulla tomba della moglie di Di Lello, Roberta Smargiassi, che la scorsa estate fu investita e uccisa dall'auto condotta proprio dal giovane assassinato questo pomeriggio. Poco fa è giunto il padre di D'Elisa che ad alta voce ha gridato «Maledetti, me lo avete ucciso». Almeno quattro i colpi di pistola esplosi questo pomeriggio a Vasto all'indirizzo dell'uomo, ucciso davanti alla porta di ingresso di un locale, il «Drink Water», in via Perth, nei pressi della trafficata circonvallazione Histoniense. Dalle prime risultanze sembra che il giovane, che aveva raggiunto il locale in bicicletta, sia stato freddato mentre usciva dal bar.

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