lunedì 27 marzo 2017

Chiari, muore a 17 anni mentre scende un torrente in kayak

Era promessa del kayak, uno sport che praticava appena possibile. Una passione incontenibile che lo aveva portato a brillare nel panorama nazionale della disciplina. Una passione che però lo ha anche tradito. È morto infatti mentre combatteva con le rapide del torrente Sermenza, in Valsesia, Andrea Faoro, 17 anni di Chiari, figlio di un noto osteopata e chiropratico della città, Maurizio, a sua volta grande appassionato di kayak.
 Secondo quanto raccontato dalle persone che erano con lui al momento dell’incidente, intorno alle 13 il giovane si sarebbe rovesciato senza riuscire a effettuare la manovra di eskimo per ritornare in posizione normale. Sarebbe quindi uscito dall’imbarcazione senza però poi riuscire ad afferrare la corda che i compagni gli avevano lanciato e venendo poi risucchiato dalla forza del Sermenza, un torrente molto noto tra gli appassionati, proprio per la difficoltà delle sue rapide. I compagni di discesa del ragazzo sono riusciti poi ad estrarlo dall’acqua e hanno provato a effettuare le prime manovre di rianimazione. Poco dopo è arrivato sul posto eliambulanza da Borgosesia, ma nemmeno il medico e l’infermiere sono riusciti a rianimarlo. Il racconto dei compagni di Andrea è comunque al vaglio delle forze dell’ordine.

Inconsolabile Antonio Trani, istruttore di Andrea e responsabile dell’associazione River Tribe, con sede nel Parco del Pollino in Calabria, dove il giovane era andato ad allenarsi in estate e dove aveva trovato anche un possibile sbocco professionale proprio nel mondo del kayak. «È una tragedia terribile. Andrea era un ragazzo speciale – dice Trani –. Forte e deciso nello sport e con un grande amore per il fiume e la natura. Aveva avuto un po’ di problemi a scuola, ma adesso, anche grazie a un rapporto più equilibrato con il kayak, si era rimesso in riga. Condivideva la sua passione con il resto della famiglia: il padre è un grande kayakista e anche il fratello più piccolo, nonostante abbia solo undici anni, è già un piccolo fenomeno. E pensare che il padre mi aveva chiamato proprio in mattinata raccontandomi di aver avuto una discussione con Andrea perché non era d’accordo con lui sulla discesa che voleva fare in Valsesia. Secondo lui non c’erano persone abbastanza esperte tra i suoi compagni».

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