mercoledì 5 aprile 2017

Maggioranza ko in commissione Senato, Orlando: rischio sgretolamento

Eletto un senatore Ap al posto del concordato candidato Pd. Orfini: "Si è creata una grave ferita alla maggioranza". Guerini: "Tradimento della corretta modalità di stare insieme". Alfano chiede un passo indietro al suo uomo: "Torrisi rinunci allʼincarico". "Si tratta di un fatto grave che non va minimizzato. Abbiamo avuto una saldatura tra forze politiche di maggioranza e opposizione molto diverse.
Serve un chiarimento, altrimenti si rischia lo sgretolamento del nostro sistema di alleanze". Lo afferma il guardasigilli Andrea Orlando, commentando la bocciatura del candidato dem alla presidenza della commissione Affari Costituzionali del Senato a favore dell'alfaniano Salvatore Torrisi. Orlando continua dicendo di sperare che "non ci sia la crisi. Lo sbocco sarebbero o il voto anticipato o le larghe intese, entrambi pericolose per il Paese e il Pd". Ma i renziani, dopo l'elezione dell'esponente di Ap, parlano di una "ferita" nella maggioranza che fa traballare il governo. "Lo stesso Renzi è convinto che serva un chiarimento politico - afferma un senatore vicino all'ex segretario -. Oggi c'è stato questo 'incidente' ma tutti i giorni c'è una guerriglia, con Mdp che coglie ogni occasione per mandarci sotto in commissione. O c'è una maggioranza stabile di governo o non ha più senso andare avanti".

Per questo motivo i democratici hanno chiesto un incontro al capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. "Al Senato - spiega il presidente del Pd, Matteo Orfini - si è creata una grave ferita alla maggioranza, vediamo se è possibile curarla e come. E' un fatto politico importante. Abbiamo chiesto un incontro a Mattarella e a Gentiloni per fare una valutazione sulla situazione politica".


E per Lorenzo Guerini, coordinatore della mozione Renzi, "quanto accaduto in Senato è molto grave dal punto di vista politico. A fronte di un'intesa in maggioranza sulla candidatura in commissione nel segreto dell'urna ci sono stati voti in altra direzione, pezzi di maggioranza hanno votato con Fi e M5s. È molto grave, un tradimento della corretta modalità di stare insieme, siamo preoccupati".

Da parte sua il leader di Ap, Angelino Alfano, cerca di gettare acqua sul fuoco chiedendo le dimissioni del suo uomo: "Le modalita' della elezione del senatore Torrisi, espressione in larga misura del voto delle opposizioni, ci inducono a chiedere all'interessato la rinuncia all'incarico. L'elezione di Torrisi a presidente della commissione Affari Costituzionali è senz'altro un segno di stima da parte dei colleghi per il lavoro svolto in questi anni. A questa elezione, però, noi di Alternativa Popolare non abbiamo contribuito perché leali agli accordi di maggioranza cui abbiamo sempre corrisposto". E sottolinea che "poco importa se, come pare, all'interno del PD vi siano stati voti in dissenso dalla indicazione ufficiale di quel gruppo parlamentare. Ciò che importa è evitare ogni impropria interpretazione di un episodio parlamentare che può essere foriero di equivoci volontari o involontari".

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