giovedì 11 maggio 2017

Antitrust indaga su Enel, Acea e A2a: pressioni sui clienti per lasciare il mercato "tutelato"

Avrebbero approfittato della loro posizione dominante sul mercato per strappare clienti ai concorrenti, per difendere la propria quota di mercato, evitare un calo dei guadagni e posizionarsi in anticipo in vista della totale liberalizzazione del mercato dell'energia eletttrica. E per questo l'Antitrust le ha perquisite e ha avviato una istruttoria. Sotto accusa sono Enel, A2a ed Acea: l’Authority che vigila sul.....
buon funzionamento della libera concorrenza ha avviato tre distinti procedimenti nei confronti delle tre utility, le quali sono anche i principali operatori integrati nella distribuzione e vendita di energia elettrica in Italia. Un'indagine nata da segnalazioni arrivate dall'Antitrust da concorrenti che si sono sentiti danneggiati dalla pratiche messe in atto per attirare nuovi clienti e che nelle loro denunce vengono definite scorrette. Nonché da una segnalazione generale di Aiget, l'associazione che raccoglie più di 50 grossisti e tredar di energia e gas in Italia.

A denunciare Enel è stato Green Network, gruppo attivo dal 2003 nella vendita di elettricità e gas con un fatturato attorno al miliardo di euro. Green Network, secondo quanto scrive l'Antitrust nel suo provvedimento,  ha accusato Enel di aver "posto in essere una massiccia campagna volta a riacqusire clienti passati al suddetto operatore attraverso la veicolazione di informazioni errate e di carattere denigratorio nel confronti del medesimo concorrente".

Ma di cosa si tratta? Sempre secondo la denuncia di Green Network, che ha prodotto anche una serie di telefonate registrate ricevute dai propri clienti, chi chiamava a nome di Enel "affermava che Green netwok sarebbe falliato o in procinto di fallire, non avrebbe più l'autorizzazione a operare come venditore di energia, applicherebbe prezzi più elevati poiché straniera, avrebbe problemi giudiziari, avrebbe emessio fartture errate".  


Le strategie dei tre operatori coinvolti sembrerebbero tutte caratterizzarsi per il possibile sfruttamento commerciale delle informazioni relative all’anagrafica e ai dati di fatturazione dei clienti serviti in maggior tutela nonché di generali vanti reputazionali legati alla loro natura integrata nell’attività di distribuzione, allo scopo di alterare a danno dei venditori di energia elettrica non integrati le future dinamiche concorrenziali conseguenti alla completa liberalizzazione del mercato.

Per accertare queste circostanze, nella giornata odierna, i funzionari dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto accertamenti ispettivi presso le diverse sedi di alcune società del Gruppo Enel, del Gruppo A2A e del Gruppo Acea.

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