giovedì 4 maggio 2017

Convento dell'Annunciata di Rovato: Incontro del 1° Maggio

In occasione della festa di San Giuseppe e dei lavoratori del 1° maggio, il nuovo priore del Convento dell’Annunciata dei Padri Servi di Santa Maria di Rovato, ha organizzato un incontro con i volontari  a vario titolo impegnati nell’attività del Convento che nel tempo ha ospitato tra gi altri il padre Davide Maria Turoldo, padre Davide Maria Montagna, padre Hermes  Ronchi, padre Ermanno Bernardi.

Chi si cura delle manutenzioni, dell’arredo della chiesa e degli ambienti di culto, della cucina, dell’orto, dell’uliveto e del vigneto, delle manifestazioni artistiche/culturali, assieme a padre Carlo e a Padre Sebastiano, dopo una breve preghiera nella cappella del Cenobio, si è ritrovato in refettorio per un pranzo in amicizia nel corso del quale, dopo i ringraziamenti dei religiosi,  è stata illustrata una recente tesi di laurea discussa presso il Politecnico di Milano, dal neo architetto Emanuele, Facchi di Cazzago S. Martino dal titolo: “Caratteri costruttivi del monastero della SS. Annunciata del Monte Orfano, restauri recenti e problemi aperti”.


Come noto il convento della SS. Annunciata è un complesso che si suddivide in chiesa, convento e chiostro. Il convento, al quale si accede attraverso una loggia quattrocentesca, si sviluppa su due piani attorno ad un chiostro rettangolare. Il chiostro si articola su due piani, quello inferiore con ventidue colonne in pietra e quello superiore con quindici colonne con capitelli dorici. La chiesa, posizionata a nord, ha il portale di accesso sormontato da lunetta con affresco del secolo XVIII. All'interno si possono ammirare capolavori tra cui l'Annunciazione del Romanino. Il complesso ha muri perimetrali in pietra, volte in muratura, solai e copertura a tetto semplice e a padiglione con manto in coppi.

Il lavoro di ricerca su questo monastero è iniziato con grande entusiasmo, con una buona dose di curiosità e con molta ignoranza sulle sue reali condizioni.
La situazione, solo apparentemente ancora molto buona, sia dal punto di vista più prettamente estetico, cioè riguardante le finiture, che dal punto di vista strutturale, presenta problematiche importanti e risulta di difficile soluzione perché richiede interventi strutturali.
Dall’indagine svolta, strato per strato e consultando le fonti storiche disponibili, sono state esplorate le vicende più rilevanti e più particolari che riguardavano l’intero complesso.
Da quanto emerso, è auspicabile che, in collaborazione con i padri e i volontari, le istituzioni civili e religiose locali, in particolare comuni e parrocchie della Franciacorta, pensino ad un percorso di rilancio per un reimpiego fruttuoso del complesso, sia dal punto di vista liturgico/religioso che artistico/culturale che non può però prescindere da un intervento risolutivo parsimonioso che metta in sicurezza le situazioni più gravi ma che non stravolga ulteriormente la già intricata complessità della struttura.


Il neo dottore in architettura ha voluto sottolineare il significato della sua ricerca che vuole essere in primis una riflessione e un possibile punto di partenza per la riscoperta vera del monastero dell’Annunciata, cuore di tutta la Franciacorta, per poter garantire una prospettiva di crescita e di sviluppo, che passi imprescindibilmente dalla risoluzione di almeno alcuni dei problemi ricevuti in eredità dal passato.

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