giovedì 11 maggio 2017

Migrante pesta due agenti: subito libero. Il giudice: "Soffre i controlli"

Migrante irregolare sorpreso a spacciare droga. Aveva reagito, mandando all'ospedale i poliziotti. Il giudice lo libera: "Insofferenza ai controlli di polizia". Poliziotti malmenati, migrante spacciatore libero perché "insofferente ai controlli di polizia". È questo il riassunto dell'assurda vicenda che ha investito due agenti del Commissariato di Milano, picchiati ripetutamente da un immigrato sorpreso a spacciare droga in corso Como, centrale via del capoluogo meneghino.

La follia del migrante
Ecco i fatti: pochi gorni fa Dougboyou Tahibe Ignace, originario della Costa d’Avorio, massacra a calci e pugni i due agenti che erano intervenuti all'interno di un blitz contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. Rimediando 15 e 7 giorni di prognosi per le violenze subite dallo straniero, i poliziotti riescono comunque ad arrestarlo e portarlo di fronte a un giudice con le accuse di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Oltre, ovviamente, lo spaccio di droga. Il pm conferma il fermo e gli agenti, contenti di aver fatto il loro dovere sebbene feriti, lo portano immediatamente in carcere.

La decisione del giudice
Lieto fine? Macché: il giudice monocratico del Tribunale di Milano, dopo l'udienza per direttissima, il giorno successivo lo libera con una motivazione assurda. Testuale: addosso aveva una dose modesta di sostanze supefacenti e la sua violenta "seppure spregevole" reazione è dovuta alla "insofferenza per i controlli di polizia". Avete capito? Se ti dà fastidio che i poliziotti vengano a controllare le tue attività delinquenziali, puoi tranquillamente picchiarli. Tanto un giudice ti rimetterà in libertà. Licenza di ribellarsi alle forze dell'ordine per "insofferenza" alla legge. Carino, no?

Schiaffo ai poliziotti

Peraltro, il signor Dougboyou Tahibe non pare essere esattamente uno stinco di santo. Il suo curriculum parla di recidività per reati di spaccio. Nel giugno scorso le forze dell'ordine lo avevano assicurato alla giustizia per lo stesso motivo, ma anche quella volta dopo un giorno era tornato in libertà. Non solo. Perché il migrante, come scrive Libero, risulta irregolare nel territorio italiano. Quindi teoricamente dovrebbe pure essere espulso. E invece dovrà solamente presentarsi in commissariato tre volte alla settimana per firmare un documento. Poi tutto tornerà come prima.

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