venerdì 12 maggio 2017

Stupro di gruppo a Chiari: condannati tre pachistani richiedenti asilo

Cinque anni e quattro mesi di carcere per ognuno. Questa la condanna emessa al termine del processo celebrato con il rito abbreviato nei confronti dei tre richiedenti asilo pachistani di età compresa tra i 24 e i 27 anni arrestati lo scorso ottobre con l’accusa di avere violentato in un parco di Chiari una ragazza di 23 anni residente nel paese dell’Ovest Bresciano.
I tre asiatici sono in carcere dal giorno dell’arresto, sono detenuti a Pavia, e per loro il pubblico ministero Ambrogio Cassiani aveva chiesto una condanna a sei anni di carcere.

La violenza sessuale dello scorso10 ottobre aveva sconvolto l’intera comunità di Chiari. La giovane ai carabinieri che avevano raccolto la sua denuncia aveva raccontato di essere stata avvicinata dal terzetto mentre stava tornando a casa dopo avere trascorso una serata in compagnia di amici. I tre richiedenti asilo, due residenti a Chiari e il terzo a Castrezzato tutti ospitati in appartamenti messi a disposizione dei progetti di accoglienza per i profughi, avrebbero raggiunto la ragazza a passeggio con il proprio cagnolino. «Mi hanno chiesto una sigaretta e poi l’accendino», aveva spiegato la 23enne ai carabinieri. La sigaretta era solo una scusa per avvicinarsi. I tre pachistani a quel punto le avrebbero proposto un rapporto sessuale a pagamento. «Gli ho detto che quelle cose non le facevo – aveva risposto ai militari la ragazza – Poi ho accelerato il passo». Tutto inutile. Al rifiuto della 23enne il terzetto l’avrebbe costretta a entrare nel parco dove poi si sarebbe consumata la violenza. «Mi hanno detto di non parlare e di non urlare perché avrei avuto casini – aveva raccontato la giovane rivivendo quegli interminabili momenti di terrore – uno di loro ha anche mimato il gesto di tagliarmi la gola. Ero spaventatissima».

I pachistani, messi in allerta da alcuni rumori provenienti dall’interno del parco, se ne erano poi andati lasciando sola la giovane che nonostante lo spavento ha prima chiamato il fidanzato raccontandole l’incubo quindi ha raggiunto la caserma dei carabinieri per denunciare lo stupro. I militari, anche grazie alla descrizione della 23enne, erano riusciti a risalire in fretta ai tre pachistani e li avevano arrestati. Una volta in carcere i pachistani avevano negato la violenza parlando di un rapporto consenziente e avvenuto dietro il pagamento di 15 euro, 5 ciascuno. Già preannunciato il ricorso in Appello.

Nessun commento:

Posta un commento