venerdì 16 giugno 2017

Choc, La neonata nel freezer era nata viva: giallo sulla morte. "Né asfissia né segni di violenza"

Era nata viva la piccina trovata la settimana scorsa nel freezer di un'abitazione a Migliarino, nel Ferrarese. Lo ha stabilito l'autopsia, che non rivela segni di congelamento o di asfissia: non sarebbe stata viva quando è stata messa nell'elettrodomestico e non ci sarebbero stati atti volontari, almeno dai primi risultati, per indicare le cause della morte. Non si sa ancora se aveva respirato poco o a lungo.
«Per capire le cause di morte bisognerà attendere l'esito degli esami istologici in corso»: ci vorranno una trentina di giorni, ha riferito ai media locali il pool difensivo della mamma, una quarantenne indagata per omicidio volontario e occultamento di cadavere. 

La donna aveva partorito in casa il 2 giugno e quasi quattro giorni dopo si è presentata in ospedale dicendo solo di essere caduta e aver battuto la testa, senza fare riferimento al parto. I sanitari, durante gli accertamenti, si sono accorti dello choc emorragico in corso e hanno operato d'urgenza la donna, estraendo placenta e cordone ombelicale e salvandola dalla sepsi. 

Del feto non si sa nulla per due giorni, poi lei indica agli inquirenti di aver messo la piccina nel freezer di casa, dove abita con il marito e sei figli. Il corpicino era formato, al 7/o-8/o mese e pesava 3 kg, con il cordone ombelicale reciso e tagliato di netto. Ora gli esami dovranno indicare se le cause della morte possano essere naturali o provocate da un'azione esterna, anche accidentale.

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