giovedì 29 giugno 2017

Massimo Bossetti, la foto satellitare che può ribaltare la sentenza di primo grado

È durato appena 24 ore il segreto sulla prova clamorosa che potrebbe scagionare Massimo Bossetti al processo di Appello a Brescia per l'omicidio di Yara Gambirasio, previsto per domani, venerdì 30 giugno. Poche settimane fa, gli avvocati del muratore di Mapello hanno depositato un dossier di 102 pagine, alle quali hanno collaborato anche gli autori di un documentario, intitolato Unknow one cioè Ignoto 1, che in circa otto episodi ripercorrerà
la vicenda giudiziaria di Bossetti e le indagini dopo l'omicidio nel 2010 della giovane ginnasta di Brembate di Sopra.

L'accordo di segretezza tra gli avvocati e gli autori del documentario ha retto finché non sono spuntate le prime indiscrezioni sull'esistenza di una fotografia. Come ha riportato il Fatto quotidiano, nel dossier ci sarebbe uno scatto recuperato da una rilevazione satellitare del 24 gennaio 2011, cioè un mese e due giorni prima del ritrovamento del corpo di Yara nel campo di Chignolo d'Isola: "Appare l'esatto ritrovamento del corpo della vittima che - è riportato nelle carte - tuttavia parrebbe non essere identificabile".

I difensori di Bossetti vogliono dimostrare che il corpo della ragazza per oltre tre mesi non è stato in quel campo, a differenza di quanto dichiarato nella sentenza di condanna in primo grado. Un dettaglio che smonterebbe completamente l'impianto accusatorio e riporterebbe Bossetti in libertà.

Le speranze dei legali sono fortissime, considerando che già un primo punto a loro favore l'hanno portato a casa. Finora era stata esclusa l'esistenza di foto satellitari. Averne trovata almeno una e così determinante, potrebbe dare molto più più peso alla tesi della difesa, cioè alla convinzione che le indagini siano state "depistate dal vero assassino". 

Nessun commento:

Posta un commento