mercoledì 7 giugno 2017

Strutture fantasma per Profughi, ma rimborsi reali: indagine per truffa

Appartamenti, ristoranti, alberghi in mezza provincia bresciana specializzati nell'accoglienza dei richiedenti asilo, e per questo rimborsati dallo Stato, ma con una particolarità: non esistono. È accusato di truffa allo Stato A. S., imprenditore  bresciano di 43 anni, coinvolto in una maxi inchiesta sulla gestione dei richiedenti asilo.
Secondo la procura di Brescia sarebbe titolare di una serie di strutture fantasma che avrebbero comunque percepito i fondi del ministero dell'Interno in materia di gestione dell'emergenza profughi, vale a dire 35 euro al giorno per immigrato.


"Sono tranquillo - ha detto l’imprenditore dopo l'avviso di garanzia - quando si lavora si può sbagliare". Sono 200 al momento i richiedenti asilo ospitati nelle strutture collegate a Scaroni, che dal 2015 partecipa a bandi indetti dalla Prefettura bresciana. Il potenziale introito economico è di settemila euro al giorno. "Non mancano a suo carico diffide e provvedimenti", spiegano dagli uffici della prefettura. A gennaio l'allora prefetto di Brescia Valerio Valenti aveva fatto allontanare una trentina di stranieri fatti alloggiare dall'imprenditore in nove stanze di Borgo Machetto, un ex resort di lusso con piscina finito all'asta.

 Due mesi più tardi, a marzo, una nuova ordinanza aveva obbligato il trasferimento di sei pachistani che vivevano in un appartamento nel centro di Offlaga, paese della Bassa Bresciana. "Sono contenta che la Procura di Brescia abbia aperto un'inchiesta. La giustizia ora farà il proprio corso, ma rimane comunque innegabile l' esistenza di un immenso business dietro la piaga sociale dell'immigrazione di massa" ha detto l'assessore regionale Simona Bordonali

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