giovedì 6 luglio 2017

Bossetti in aula per l'udienza: gli avvocati giocano le ultime carte

Il giorno della difesa. E anche il giorno dell’attacco frontale, univoco, totale, a quella che per i giudici dell’Assise di Bergamo è la prova “madre”, quella che ha consegnato all’ergastolo Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio: il codice genetico di “Ignoto 1” rimasto sugli slip e i leggings della tredicenne di Brembate di Sopra e ritenuto compatibile con quello di Bossetti
I difensori Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno lavorato a lungo con il consulente, il genetista forense Marzio Capra. Salvagni sarà il primo a prendere la parola davanti ai giudici della Corte d’Assise d’appello di Brescia. Il dna impresso da “Ignoto 1” sugli indumenti di Yara non è quello dell’imputato. La difesa attaccherà tutte le 104 ripetizioni eseguite. Già il fatto che quelle ritenute valide sono 71 e non la totalità è per la difesa un elemento di criticità. Ma anche i 71 test, per i legali del muratore di Mapello, non hanno validità scientifica (e quindi processuale) perché non sono stati eseguiti nel rispetto dei protocolli fissati dalla comunità scientifica. 

Per esempio, sarebbero stati usati kit scaduti. Si sarebbero inoltre verificate anomalie nella “catena di trasmissione”. La difesa evidenzierà in tutto 269 errori. Nell’ udienza d’esordio del dibattimento di secondo grado, l’accusa, sostenuta dall’avvocato generale presso la Corte d’Appello di Brescia, Marco Martani, ha chiesto per Bossetti la conferma della condanna al carcere a vita. Richiesta anche la condanna per calunnia nei confronti del collega di lavoro Massimo Maggioni, imputazione per la quale Bossetti era stato invece assolto in primo grado. 

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