venerdì 7 luglio 2017

Charlie, si riaccende la speranza: nuovo farmaco in arrivo e il Papa pensa al passaporto del Vaticano


Un passaporto del Vaticano come escamotage burocratico per permettere al piccolo Charlie Gard di essere ricoverato a Roma, all'ospedale pediatrico Bambino Gesù. Secondo il Sun, è quello che sta pensando la Santa Sede per risolvere l'intoppo che impedisce al piccolo di essere curato al di fuori del Regno Unito. Il tabloid britannico cita una «fonte di alto livello» in Vaticano, secondo cui le limitazioni legali
poste dalla giustizia britannica allo spostamento del bimbo malato terminale in un altro Paese potrebbero essere «superate» se diventasse cittadino dello Stato del Vaticano: «Sarebbe un fatto senza precedenti, ma si sta valutando», avrebbe spiegato la stessa fonte, aggiungendo: «I parametri legali impediscono che venga spostato e curato all'estero. Se questo può essere superato, allora sia così». Tanto più che è «ben noto che il Papa ha preso come interesse personale il caso di Charlie, commentando la vicenda pubblicamente due volte».

Il Sun ricorda poi che il segretario di stato, il cardinale Pietro Parolin, aveva detto che la Santa Sede avrebbe fatto il possibile per superare gli ostacoli legali al trasferimento di Charlie al Bambin Gesù. Ed oggi, su questo fronte, sarebbe atteso un importante annuncio.

LA SPERANZA IN UN NUOVO FARMACO Mentre in Italia e in Vaticano si sta studiando ogni possibilità per salvare il piccolo Charlie Gard, anche un ospedale americano offre aiuto al bimbo inglese affetto da una grave malattia rara, al quale il Great Ormond Street Hospital di Londra dovrebbe interrompere i trattamenti vitali nelle prossime ore, nonostante la disperata battaglia dei genitori per tenerlo in vita. La nuova speranza arriva dal New York-Presbyterian Hospital/Columbia University Medical Centre, che, secondo quanto riportano i media internazionali, ha messo a disposizione un farmaco sperimentale non ancora approvato dall'agenzia regolatoria Food and Drug Adimistration.  Il nosocomio statunitense si dice «disponibile ad accogliere e valutare Charlie», facendo quanto necessario per «trasferirlo in sicurezza nella nostra struttura» e per trattarlo con il farmaco per cui la Fda potrebbe dare un'autorizzazione d'emergenza.
In alternativa, se gli ostacoli legali al trasporto del bambino fossero insuperabili, il centro Usa in accordo con la Fda potrebbe «organizzare un invio del medicinale al Great Ormond Street Hospital e dare istruzioni» ai medici britannici per somministrarlo.  Uno specialista americano ha spiegato ai giudici Gb che, grazie al trattamento. ci potrebbe essere «una piccola chance» di un significativo miglioramento delle funzioni cerebrali del piccolo.

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