mercoledì 9 maggio 2018

Chiama il pronto soccorso ma l'operatore non le crede: Naomi morta a 22 anni


«Sì, sì, prima o poi, un giorno, lei morirà, come tutti». La Francia sotto choc e prendono corpo furiose le polemiche dopo la morte di Naomi Musenga, una ragazza di 22 anni di Strasburgo non creduta, anzi sbeffeggiata, dal servizio telefonico del pronto soccorso, che ha rifiutato di inviare un'ambulanza alle sue disperate richieste. La notizia è su tutte le prime pagine dei quotidiani transalpini e il governo si sta muovendo per punire i responsabili di tale atrocità.
Giunta tardi in ospedale, la giovane mamma è morta per una grave emorragia interna. A colpire l'opinione pubblica e a far montare le polemiche è stata anche la diffusione della registrazione dell'addetta al pronto soccorso che rispose a Naomi la quale, il 29 dicembre scorso, chiese aiuto con un filo di voce: «Aiutatemi signora, aiutatemi, sto malissimo» e poi «sto per morire».
Ma l'operatrice, con disprezzo, la invita a chiamare il medico di guardia: «Sì, sì, prima o poi, un giorno, lei morirà, come tutti». Si sente l'operatrice scherzare con una collega alle spalle della ragazza che chiedeva aiuto. Qualche ora più tardi, Naomi chiama i medici di guardia, che a loro volta si rivolgono all'ospedale per chiedere un'ambulanza.

All'arrivo dei medici a casa sua, Naomi è ancora cosciente ma ha ripetuti arresti cardiaci e muore poco dopo in rianimazione. La diagnosi: «cedimento multiviscerale per choc emorragico»«Sono profondamente indignata per le circostanze della morte di Naomi Musenga - ha fatto sapere la ministra della Salute, Agnes Buzyn - voglio assicurare la sua famiglia sul mio totale sostegno e chiedo un'inchiesta sulle gravi disfunzioni riscontrate».

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