mercoledì 6 giugno 2018

Per pagare cure mediche 7 milioni di italiani indebitati: "cure gratis agli stranieri"!!


Nel solo 2017 gli italiani hanno pagato di tasca propria 150 milioni in esami e visite mediche non rimborsate dal Servizio sanitario. Una spesa talmente alta che ha portato 7 milioni di persone a indebitarsi per pagare le cure, 2,8 milioni sono stati costretti a svincolare i propri investimenti o, addirittura, a vendere casa. Sono alcuni dei dati emersi dal rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentato oggi a Roma, in occasione del Welfare Day.
Dai farmaci per abbassare la febbre alle ecografie urgenti che non possono attendere mesi, dagli occhiali da vista alle sedute dal dentista: per queste e altre spese simili - tutto ciò che riguarda la salute, incluse le spese per cui non è previsto il rimborso del servizio sanitario - gli italiani spendono ben 40 miliardi di euro di tasca propria ogni anno. Una spesa sanitaria privata che non accenna a rallentare, anzi tutt'altro. Al punto che in 4 anni, nel periodo 2013-2017, ha visto un aumento di ben il 9,6%. Sono alcuni dei dati emersi dal rapporto Censis-Rbm presentato a Roma. Il fenomeno ha riguardato oltre 44 milioni di persone, più di 2 italiani su 3, con un esborso di circa 655 euro ciascuno. In particolare 7 cittadini su 10 hanno acquistato farmaci di tasca propria, per una spesa di 17 miliardi; 6 cittadini su 10 visite specialistiche (circa 7,5 mld); 4 cittadini su 10 prestazioni odontoiatriche (oltre 8 mld). E ancora, oltre 5 cittadini su 10 prestazioni diagnostiche e analisi (3,8 mld); oltre 1,5 cittadini su 10 occhiali e lenti (circa 2 mld).

A causa delle liste d'attese troppo lunghe o i casi di malasanità, monta il rancore verso il Servizio sanitario. A provare sentimenti di rabbia è il 38% degli italiani, quasi 4 italiani su dieci. Mentre il 26,8% è critico perché, oltre alle tasse, bisogna pagare di tasca propria troppe prestazioni e perché le strutture non sempre funzionano come dovrebbero. Sono alcuni dei dati emersi dal Censis-Rbm Assicurazione Salute presentato oggi a Roma in occasione del Welfare Day 2018.
I più arrabbiati verso il Ssn sono le persone con redditi bassi (43,3%) e i residenti al Sud (45,5%). Ma per un miglioramento della sanità il 63% degli italiani non si attende nulla dalla politica: per il 47% i politici hanno fatto troppe promesse e lanciato poche idee valide, per il 24,5% non hanno più le competenze e le capacità di un tempo.

La sanità ha giocato molto nel risultato elettorale, tanto che per l'81% dei cittadini è una questione decisiva nella scelta del partito per cui votare. I più rancorosi verso il Servizio sanitario sono gli elettori del Movimento 5 Stelle (41,1%) e della Lega (39,2%), meno quelli di Forza Italia (32,9%) e Pd (30%). Ma gli elettori di 5 Stelle e Lega sono anche i più fiduciosi nella politica del cambiamento.

L’ultima follia della sinistra buonista, dentista gratis agli immigrati. A dispetto di molte famiglie che, in crisi, hanno tagliato le spese del dentista per i figli. E non da oggi. Prendiamo atto che si dispongono visite odontoiatriche gratuite per i richiedenti asilo. Accadrà a breve a Grosseto dove partirà un percorso pilota di odontoiatria sociale rivolto alle comunità ospitate nei centri di accoglienza, come ha reso noto con un comunicato l’Azienda sanitaria locale Toscana Sud Est. Il progetto, spiega l’Asl, si occupa prevalentemente di prevenzione e cura dell’igiene orale attraverso una valutazione odontoiatrica sullo stato di salute dei richiedenti asilo. Nella nota viene sottolineato che le comunità di migranti sono composte prevalentemente da giovani in buona salute, ma che sempre più spesso presentano problemi odontoiatrici sia a causa di un’alimentazione non corretta, sia per mancanza nel loro paese di origine di attenzione alla cura di bocca e denti e scarsa prevenzione. Pertanto, l’obiettivo del progetto è individuare in tempo utile le patologie odontoiatriche per poter indirizzare tempestivamente i pazienti alla programmazione ambulatoriale, evitando che le patologie si aggravino fino al punto di necessitare un accesso in urgenza al pronto soccorso. Costo complessivo del progetto dell’Asl Toscana Sud Est,  2 milioni di euro.

Furibondo Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia: «Chiediamo che la Regione Toscana faccia chiarezza sull’utilizzo da parte della Asl Toscana sud est di denaro pubblico per la salute odontoiatrica dei richiedenti asilo ospiti nei centri di accoglienza di Grosseto. Non si possono usare i soldi dei contribuenti toscani per gli immigrati prima di aver fatto fronte all’emergenza sanitaria e sociale causata dai pesanti tagli operati dalla sinistra», attaccano, in una nota, gli esponenti di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, consigliere regionale uscente e neoparlamentare, e Paolo Marcheschi, prossimo capogruppo nell’Assemblea toscana, annunciando un’interrogazione in merito.

I denari già ci sono, spiegano: «Le cooperative che accolgono gli immigrati guadagnano ogni giorno una cifra di almeno 35 euro al giorno per ogni persona – sottolineano Donzelli e Marcheschi – e non si capisce il motivo per il quale la Asl debba stanziare ulteriori risorse per far fronte alle loro esigenze». «Quello degli immigrati, come più volte denunciato da Fratelli d”Italia, è un business senza fine contro il quale continueremo a batterci senza sosta: le istituzioni pensino ad aiutare le tante famiglie italiane costrette a vivere in condizioni di indigenza».

Una polemica che sta facendo rumore, tanto da spingere la Regione Toscana a una chiarimento: due milioni di euro sono destinati alla cura odontoiatrica di tutte le persone fragili, tra cui bambini, anziani, disabili e con loro “anche” richiedenti asilo. Una precisazione doverosa, ma manca come sempre la visione realistica del caso. Tutti sappiamo che la sanità pubblica è di tutti, ma dalle visite specialistiche sono esclusi di fatto una gran fetta di italiani che pur avendo redditi modesti non hanno i requisiti minimi per rientrare nell’esonero della spesa medica. I buonisti hanno parlato di una “fake”. Un tentativo infantile di difendere una scelta assurda che discrimina gli italiani. La polemica ci sta tutta.

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