martedì 10 luglio 2018

Telgate, Richiesta nuovo insediamento attività di fonderia: "Insalubre di Prima Classe"


Questa vicenda che andiamo ad evidenziare, è balzata agli occhi di un cittadino nel mese di maggio, che controllando il tipo di lavori edili (visto che era chiuso da anni) erano in corso nel capannone dell'ex ditta Coimp a Telgate. In queste righe vi raccontiamo in sintesi la vicenda. Nel 2008 la ditta Coimp viene autorizzata all’ampliamento dell’attività produttiva tramite lo Sportello Unico per le Imprese per una superficie di 1800 mq.
L’autorizzazione all’ampliamento è vincolata alla sola attività di magazzino, come prescritto dall’ASL: “…al fine di una tutela igienico sanitaria delle civili abitazioni ubicate in zona agricola nel comune di Bolgare l’ampliamento dell’attività dovrà essere destinata esclusivamente a deposito/magazzino con esclusione di attività produttiva (ampliamento ciclo produttivo), come già evidenziato dall’A.S.L. in occasione della Conferenza preliminare dei Servizi…..”. Diventando di fatto variante al PRG. Successivamente la ditta Coimp dichiara il fallimento.


Nella parte sinistra della foto, l'insediamento rurale in territorio di Bolgare che dista 47 metri dal capannone


Dal 20/02/2013 è entrato in vigore il nuovo P.G.T., con le nuove Norme Tecniche di Attuazione (NTA), dove all’art. 9 si legge: “Destinazione d’uso specifiche vietate nell’intero territorio comunale punto 1. Sono vietate in tutto il territorio comunala le destinazioni d’uso produttive relativamente all’insediamento delle seguenti attività: tra queste, al rigo 11 si legge: “Fonderie di prima fusione”. Questa norma di fatto, vieta l'apertura dell'attività di fonderia di prima classe su tutto il territorio di Telgate.


Nel febbraio 2018, una ditta costituita appositamente con sede in Via Alessandro Manzoni a Milano, subentra nella proprietà dei capannoni dell’ex ditta Coimp. E’ di questi giorni la notizia che la questa  ditta, che fa parte di un gruppo industriale sempre nel Milanese, in data 25 giugno 2018, ha presentato al Comune di Telgate istanza di “Nuovo insediamento produttivo in Telgate, Via I° Maggio, 40/a – attività metallurgica di materiali non ferrosi”. L’attività, in parole povere, sarà di “Fusione di alluminio e ottone”, con forni a gas metano e elettrici. 

Questa attività rientra tra le ditte “Insalubri di Prima Classe”, come indicato nel Decreto Ministeriale 05-09-1994. La stessa dichiarazione è riportata nel documento ufficiale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Telgate inviato all'ARPA e ARS: “.....Considerata la vicinanza dell’attività in oggetto all’abitazione dei Sigg…(“")…ed in considerazione alla tipologia dell’attività da insediare classificata secondo il D.M. 5 settembre 1994 Industria Insalubri di prima Classe…”.


“Sembra”, che si voglia autorizzare un nuovo insediamento produttivo, attività metallurgica di materiali non ferrosi, ovvero un’attività di fusione alluminio e ottone in contrasto con le normative vigenti, ma soprattutto con quanto dichiarato nella nota ASL nel 2008, e confermata nel verbale Conferenza dei Servizi seduta del 28.04.2008, dove l’attività richiesta e concessa, era attività di “magazzino”, vista la distanza di circa 47 metri da alcune abitazioni civili collocate in zona agricola del Comune di Bolgare


Inoltre in palese violazione del Documento di Piano Disciplina generale e degli interventi dove all’Art. 9 si legge: “Destinazione d’uso specifiche vietate nell’intero territorio comunale punto 1. Sono vietate in tutto il territorio comunala le destinazioni d’uso produttive relativamente all’insediamento delle seguenti attività: tra queste al rigo 11 si legge: “Fonderie di prima fusione”.

Una recente sentenza del Consiglio di Stato 27/5/2014 n. 2751, afferma principi chiarissimi sulla collocazione delle industrie insalubri nelle vicinanze di aree residenziali; dove si legge: “non è fondata, infine, la doglianza volta a prospettare la violazione dell’art.216 TULS (che non contiene un divieto assoluto di insediamento dell’industria di prima classe nell’abitato, ove sia provato che “per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato”), stante il condivisibile orientamento pretorio ( Cons. Stato, V n.338/1996), secondo cui non è precluso né illogico fissare con norme regolamentari parametri più rigorosi di quelli rinvenibili nell’art.216 del T.U. n.1265/1934 al fine di conseguire una più intensa tutela della salute pubblica”).

Dopo uno scambio a suon di posta certificata tra l’Ufficio Tecnico e un cittadino, lo stesso ufficio, ha deciso di inviare tutta la documentazione alle competenti ARPA e ATS, affinchè ognuno per la loro competenza esprimano un parere in merito.

Ora vedremo come tutta questa vicenda andrà a finire. Il controllo del territorio non è lasciato solo al controllo degli Enti (Comune), ma è il cittadino stesso che deve controllare.

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