sabato 21 luglio 2018

Truffa Inps, visite fiscali non eseguite: dottoressa denunciata


Visite fiscali a domicilio mai eseguite e firme false su verbali di accesso per controllo domiciliare: sono le contestazioni mosse dai finanzieri di Bergamo a una dottoressa, accusata di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Grazie a un contratto stipulato con la Direzione provinciale dell'Inps di Bergamo, la professionista avrebbe intascato, in quattro mesi, circa 20mila euro.
 Le indagini - come si legge in una nota della Guardia di finanza - sono partite da una denuncia di un dipendente della Procura bergamasca che, rientrato al lavoro dopo un periodo di malattia, ha trovato all' interno del proprio fascicolo personale un certificato medico per una visita di controllo in realtà mai avvenuta. Sono scattati così gli accertamenti sul conto della professionista e sulla lista delle visite da lei eseguite, più di 500, di cui oltre 350 sono risultate dubbie. In 53 casi è stato accertato che non si era recata presso l'abitazione del lavoratore malato, come confermato dai diretti interessati o dall'evidente impossibilità di effettuare prestazioni sanitarie, a distanza di pochi minuti l'una dall'altra, in domicili situati in località lontane tra loro decine di chilometri o ancora perché le visite sono risultate eseguite in fasce orarie nelle quali la dottoressa era impegnata in altre attività.
 
Le irregolarità riguardano anche altri 300 verbali di accesso domiciliare, per i quali gli investigatori contestano una firma del paziente non autentica. La dottoressa si è dimessa dall'incarico per il quale, secondo l'accusa, ha indebitamente percepito compensi e rimborsi che vanno, per ogni prestazione, da 30 a 70 euro per visita. Oltre alla denuncia, la donna dovrà restituire oltre 20mila euro. 

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